ROMA – L’Unione europea è compatta sull’Ucraina e sui piani di difesa. Tutta, meno l’Ungheria di Orban. È quello che emerge dal vertice straordinario che si è tenuto ieri 6 marzo a Bruxelles. Sul tavolo la difesa e il piano ReArm presentato dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Nella dichiarazione a 26 sono stati confermati i cinque “principi” in cui gli europei si riconoscono per arrivare a una giusta pace per la guerra tra l’Ucraina e la Russia. Dai negoziati – “nessuno decida sull’Ucraina senza l’Ucraina” – alla pace, che “deve rispettare l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale di Kiev”.
La pace globale
Si insiste poi sul ruolo dell’Europa, “poiché la sua sicurezza è intrecciata a quella dell’Ucraina”, e si passa attraverso la tregua e i cessate il fuoco, “che possono avvenire solo come parte del processo che porta a un accordo di pace globale”, e gli accordi, “che devono essere accompagnati da garanzie di sicurezza solide e credibili”.
L’isolamento di Orban
Un’Unione compatta, che però deve tenere conto del “no” di Budapest. I riflettori, adesso, sono infatti puntati sul primo ministro ungherese Viktor Orban. A margine del summit, gli è stato chiesto se si sentisse isolato al termine del vertice. “L’Ue – ha risposto – si è isolata dagli Stati Uniti, si è isolata dalla Cina a causa della guerra commerciale e si è isolata dalla Russia a causa della politica delle sanzioni. Quindi se qualcuno è isolato, ecco è l’Unione europea”.
La reazione di Pechino
Proprio dalla Cina arrivano le prime risposte alle intenzioni europee. “Le relazioni solide tra Cina e Russia”, ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi “e il loro ampio e strategico coordinamento non è destinato a cambiare. La relazione con Mosca è un nuovo paradigma per i rapporti tra grandi potenze e paesi vicini”. Passando ai dazi americani, invece, il politico ha detto che Pechino “reagirà con fermezza all’offensiva commerciale”.
Il raid russo
A poche ore dal vertice europeo, la Russia continua a bersagliare l’Ucraina, con 70 missili e 200 droni. L’infrastruttura energetica e del gas ucraina è stata infatti bersaglio di “massici bombardamenti con missili e droni”, hanno reso noto fonti militari. Per respingere l’attacco, il presidente Volodymyr Zelensky conferma su X di aver utilizzato per la prima volta i jet francesi. “Oggi”, ha scritto, “i caccia F-16 e gli aerei Mirage forniti dalla Francia sono stati utilizzati per proteggere i cieli ucraini. In particolare, i Mirage hanno intercettato i missili da crociera russi”.