ROMA – “Non esiste questo dibattito all’interno della maggioranza”. La premier Giorgia Meloni non prende in considerazione l’idea del presidente francese Emmanuel Macron di schierare truppe europee di interposizione in Ucraina. La soluzione “non è la più efficace”, spiegano fonti di governo. Ma “cosa diversa sarebbe una missione internazionale con il cappello dell’Onu in un contesto di pace”. È quindi un’altra l’ipotesi che si valuta a Palazzo Chigi: truppe italiane sul suolo ucraino soltanto con i caschi blu e con un accordo di pace già firmato.
La Lega frena ancora. Salvini: “Ci andrei molto cauto”
“Parlare ora di mandare soldati a Kiev non ha senso”. A dichiararlo è il vicepremier Matteo Salvini che, rispondendo alla stampa estera, spiega inoltre che la spesa militare potrebbe essere aumentata, ma che non sarà di certo incrementata a discapito dei fondi per la sanità. Intanto ieri, 24 febbraio, la Lega ha tirato di nuovo il freno e ha ribadito la sua ostilità a qualsiasi ipotesi sull’invio di truppe a Kiev. L’Italia ha già migliaia di soldati schierati in giro per il mondo, motivo per cui secondo il vicepremier Matteo Salvini “bisognerebbe andarci cauti”. “Nessuno ci ha chiesto neanche un soldato – ha chiarito il leader del Carroccio – quando ce lo chiederanno ne parleremo”. Una nuova presa di posizione arrivata a margine di un convegno del partito leghista sull’immigrazione alla Camera.
Antonio Tajani: “A guerra finita si parlerà di Kiev nella Nato”
L’apertura di Palazzo Chigi all’invio di truppe è invece confermata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ribadisce nuovamente la condizione per la disponibilità italiana. “Se si deve fare una zona cuscinetto bisogna mandare delle truppe sotto la bandiera delle Nazioni Unite”. In merito all’ingresso di Kiev nella Nato il ministro è chiaro: “In questo momento non c’è l’ipotesi che possa entrare”. “Intanto deve finire la guerra – spiega – quando finirà se ne discuterà”. Una scelta, quindi, rimandata al momento del raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco.
Fazzolari: “Ipotesi della Francia su truppe non è efficace”
L’idea di Macron di schierare truppe europee di interposizione in Ucraina – discussa nel corso del faccia faccia a Washington con il presidente Donald Trump – non convince il governo. Ed è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari a chiarire qual è la linea di Palazzo Chigi. “Da entrambi i lati ci sono più di un milione di soldati armati e non vedo bene quale sia la forza di interposizione tra questi due eserciti”, ha spiegato. Ecco perché l’ipotesi che “la Francia sostiene da tempo” non è considerata dall’Italia come la più efficace. Diverso sarebbe il discorso relativo alla possibilità di una missione internazionale sotto l’Onu. Una tipologia di missioni di pace che il nostro Paese ha già fatto più volte. In questo caso “semmai se ne parlerà, se ne parlerà anche con l’Italia – ma, sottolinea – non è all’ordine del giorno”.