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Trump aspetta Zelensky per le terre rare: “Non ricordo di averlo chiamato dittatore”

di Marco Bertolini28 Febbraio 2025
28 Febbraio 2025
trump zelensky

Il presidente Donald Trump | Foto Ansa

WASHINGTON – Un domino che coinvolge Stati Uniti, Ucraina e Russia. Con il Regno Unito da mediatore. Oggi (28 febbraio) Trump riceverà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – dopo aver ricevuto ieri Keir Starmer, premier britannico – per discutere un accordo sulle terre rare.

L’accordo sulle terre ucraine

Al centro dei colloqui tra Trump e Zelensky c’è lo sfruttamento delle terre rare ucraine. Questa almeno la volontà del tycoon, convinto dal leader dell’Eliseo Emmanuel Macron a non annullare la visita della controparte di Kiev. Questo perché Trump non vuole parlare di Putin e di garanzie per la sicurezza. Il 47° presidente degli Stati Uniti vuole solo una contropartita per gli aiuti militari ed economici finora forniti e ha scelto i minerali. Usa toni più morbidi sul conflitto, non ricorda di aver definito Zelensky un dittatore, ma continua a dire che non vuole concedere garanzie.

Il fatto che gli Stati Uniti saranno in Ucraina per i minerali per Washington è abbastanza: dalla Casa Bianca fanno sapere che Mosca non attaccherà nuovamente essendoci interessi americani di mezzo. Zelensky inconterà Trump per firmare un accordo che prevederà un fondo congiunto in cui verranno depositati introiti provienienti dalle estrazioni di metalli di terre rare ucraine. Ma non solo. Anche petrolio e gas naturale. Kiev vorrebbe paletti chiari per difendersi in futuro dalla Russia, Washington avrebbe messo un vago riferimento su questa sicurezza.

Starmer: “Intesa sui minerali è garanzia di sicurezza”

Domenica Zelensky inconterà a Londra gli altri leader europei – tra cui Macron, Giorgia Meloni e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – da Starmer, reduce a sua volta da una visita a Washington. Il premier britannico ha commentato con soddisfazione l’incontro alla Casa Bianca, scrivendo su X che “il legame tra Regno Unito e Stati Uniti non potrebbe essere più forte”.

Non è un caso che il leader repubblicano abbia lasciato intendere che il Regno Unito potrebbe non essere colpito dai dazi. Nonostante la fermezza con cui l’inglese si è espresso sul conflitto in Ucraina. Starmer ha infatti chiesto un maggior impegno militare da parte di Washington. Ha ribadito la volontà di inviare truppe britanniche sotto forma di missione di peacekeeping. Ha sottolineato infine la necessità di un’intesa giusta che non premi l’aggressore.

Più armi e cessate il fuoco in Ucraina: l’incontro Starmer-Trump | Foto Ansa

Via alle restrizioni militari: generali Usa possono attaccare ovunque

Se da una parte gli Usa non vogliono mandare soldati in Ucraina, dall’altra il presidente ha revocato le restrizioni imposte dalla precedente amministrazione ai comandanti dell’esercito. I nuovi ordini esecutivi – firmati dal segretario alla Difesa Pete Hegseth – autorizzano operazioni speciali al di fuori dei campi di battaglia convenzionali, in tutto il mondo. Gli Stati Uniti quindi possono attaccare ovunque. Intanto Trump proroga di un anno le sanzioni imposte alla Russia dopo il riconoscimento dell’indipendenza delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk e l’annessione della Crimea. Proprio qui il Servizio per la sicurezza federale russo ha sventato un attacco terroristico. Secondo l’Fsb l’obiettivo era il Metropolita Tikhon di Crimea – Georgy Shevkunov –, uno degli esponenti della Chiesa ortodossa russa più vicini al presidente Putin. Secondo il Cremlino il piano è di matrice ucraina, intanto fermati un membro del clero di cittadinanza russa e un assistente di Tikhon, ucraino, che avrebbero già confessato il complotto.

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