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Trovato lo zaino di Vittorio Missoni, quasi risolto il mistero dell’aereo scomparso in Venezuela

di alessio.perigli15 Febbraio 2013
15 Febbraio 2013

Trovato lo zaino di Vittorio Missoni, figlio dello stilista Ottavio, che era a bordo di un piccolo aereo con sei persone diretto in Venezuela e misteriosamente scomparso lo scorso 5 gennaio.
L’indizio. Lo zaino è stato recuperato sull’isola di Bonaire (che si trova vicino il Venezuela, ma è territorio olandese) dal reporter locale Franklin Antoine. Un ulteriore indizio a conferma del probabile inabissamento dell’aereo, come confermano gli esperti mantenendo comunque una doverosa prudenza.
Il retroscena. Il 10 gennaio scorso era stata trovata sull’isola di Curaçao (situata di fronte alle coste del Venezuela) una borsa di kitesurf, che era di proprietà di un turista italiano, ma era imbarcata sull’Islander che trasportava Vittorio Missoni e i suoi amici. Alla luce di questa scoperta Claudio Verna, cognato di Missoni ed esperto antidroga dell’ambasciata italiana a Caracas e il vicequestore Carlo Mazza hanno fatto un ragionamento logico: «Se il borsone, trascinato dalle correnti, è arrivato sino sulla costa frastagliata orientale di Curaçao, è probabile che altro materiale possa essersi incagliato sulle coste vulcaniche di Bonaire, un’isola che, per la sua ubicazione, fa da scudo a Curaçao».
Il tentativo di ricostruzione. Così Claudio Verna e il giornalista Franklin Antoine sono partiti per l’isola di Bonaire con l’obiettivo di interpellare la polizia locale e i pescatori del luogo. Ma il giornalista non si è limitato ad intervistare i pescatori, ma ha attraversato le coste dell’isola facendo un’importante e forse decisiva scoperta: lo zaino con l’etichetta nella quale è scritto il nome di Vittorio Missoni. Questo elemento ha portato gli investigatori a dare per certo che il figlio dello stilista sia rimasto coinvolto in un incidente aereo.
Una vicenda ancora misteriosa. L’inabissamento dell’aereo non sarebbe avvenuto nel punto indicato da un radar militare che riesce a localizzare i velivoli solo sino a1.500 metri d’altezza. Il bimotore, sostengono gli esperti con una certa sicurezza, dovrebbe aver fatto un’altra strada prima di scomparire.

 

Alessio Perigli

 

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