È di undici feriti, cinque arresti e un indagato il bilancio di una domenica che avrebbe potuto essere di festa per il calcio torinese, con il derby della Mole vinto dopo vent’anni dai granata e una Juventus che resta comunque a un passo dallo scudetto. Invece la giornata sarà ricordata non solo per lo storico 2 a 1 suggellato dal gol di Fabio Quagliarella, ma anche per le violenze degli ultrà e le bombe carta, mai entrate all’Olimpico prima di ieri. “Spiace che certi non tifosi abbiano rovinato tutto”, ha commentato a caldo il patron del Toro Urbano Cairo, che stamattina, su Radio Uno, è tornato a dissociarsi dai comportamenti violenti fuori e dentro lo stadio, invitando tutti, tifosi e dirigenti, ad “abbassare i toni della dialettica verbale”.
Scontri fin dal mattino. La tensione era alta già da prima della partita, quando un gruppo di tifosi bianconeri aveva assaltato un bar di supporter del Toro, subito bloccati dalla polizia. Meno di tre ore dopo, in corso Agnelli, trecento ultrà granata hanno circondato il pullman su cui viaggiavano i giocatori della Juve, diretti verso lo stadio: contro l’autobus sono state scagliate uova, bottiglie di birra, bombe carta; persino pietre, una delle quali ha distrutto un vetro, senza raggiungere tuttavia i calciatori. Nessuno si è fatto male, ma grazie ai filmati delle telecamere è stato facile risalire ai responsabili. La risposta, se così si può dire, non si è fatta attendere: poco prima del fischio d’inizio, all’interno dello stadio sono partiti i primi bengala, poi, dal settore ospiti, è precipitata sulla vicina Curva Primavera del Toro una bomba carta, che è esplosa fra i tifosi ferendone leggermente una decina – tutti trasportati all’ospedale delle Molinette e subito dimessi – e uno in maniera più grave, attualmente ricoverato al Mauriziano.
Le reazioni. Per il numero uno della Figc, Carlo Tavecchio, “buttare una bomba carta in una curva di uno stadio è un atto eversivo, oltre che premeditato”: un atto su cui ora si dovrà pronunciare il giudice sportivo, che dovrà decidere se e come sanzionare la società. Sul suo sito la Juventus ha immediatamente pubblicato una nota in cui “condanna ogni forma di violenza, sia essa proveniente dai propri tifosi o da quelli avversari, ed esige pari trattamento nella valutazione di essi in sede di giustizia sportiva o di commento”. Parole di condanna sono arrivate anche da Giovanni Malagò: “Non se ne può più, sono stanco. Tutti i fine settimana si vorrebbe commentare quanto di buono arriva dagli altri sport, invece si finisce sempre soffocati da quello che succede sui campi di calcio”, ha commentato il presidente del Coni, spiegando che oggi incontrerà il ministro dell’Interno Alfano per chiedergli “leggi speciali”. Gli scontri durante il derby di Torino, infatti, non sono stati gli unici episodi di violenza della trentaduesima giornata di campionato: al termine di Atalanta-Empoli, l’attaccante della squadra bergamasca German Denis con un pugno ha rotto il naso al difensore del club avversario Tonelli.
Anna Bigano