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Salute: in Italia alti tassi
di infezioni da batteri
resistenti agli antibiotici

I dati sono stati diffusi dall'Ecdn

Problema per tutta l'Europa meridionale

di Marco Assab15 Novembre 2017
15 Novembre 2017

I dati diffusi oggi dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc), in occasione dell’European Antibiotic Awareness Day, fotografano una situazione ormai nota ma spesso sottovalutata: l’Italia è tra i peggiori paesi europei per il tasso di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, ed è uno dei pochi in cui la situazione è in peggioramento, mentre altrove si registra per lo meno una stabilizzazione.

Secondo le tabelle pubblicate dal Centro i tassi più alti si verificano nell’Europa meridionale, dove il nostro Paese risulta essere nella fascia peggiore, quella tra il 25 e il 50%, sia per l’Escherichia Coli resistente alle cefalosporine di terza generazione, sia per quella che non risponde neanche agli altri antibiotici moderni come i fluorochinoloni.

Oltre la metà delle infezioni da acinetobacter, inoltre, comuni negli ospedali, sono multiresistenti, anche in questo caso un dato fra i peggiori nel continente. Il nostro Paese è anche uno dei pochi che non ha migliorato i tassi per lo staffilococco aureo resistente alla meticillina, settore in cui invece ad esempio Spagna, Gran Bretagna e diversi altri paesi hanno segnali positivi, ed è invece passato da una fascia intermedia alla peggiore per l’enterococco resistente alla vancomicina.

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