Ancora un movente passionale, ancora una donna uccisa dal suo uomo: è successo stanotte a Riofreddo, nella provincia est di Roma. L’uomo, un italiano di 51 anni, l’ha freddata a colpi di pistola davanti alla figlia di 8 anni, poi, con la stessa arma ha tentato il suicidio. È stato ritrovato in una pozza di sangue in gravissimi condizioni dai militari di Vallinfreda, poi trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Aquila.
A dare l’allarme sarebbe stata la figlia di 8 anni, che avrebbe contattato i familiari dopo l’accaduto. Trapela il movente, lei voleva lasciarlo. Una tragedia che si somma ad un numero elevato, un triste primato che si aggiudica la provincia di Roma, insieme all’entroterra campano: gli ultimi dati Eures (riferiti al 2013) piazzano Lazio e Campania al primo posto per femminicidi, con 20 donne uccise nel corso dell’anno. E se nel 2014 sono diminuiti a 97 i casi a livello nazionale (nel 2013 erano 128), sono ancora preoccupanti i numeri degli stupri, delle percosse e delle minacce. Più di 100mila segnalazioni a fronte di 345 decreti di ammonimento e 244 di allontanamento. Solo la scorsa settimana ad Albenga un uomo, che era stato da poco rilasciato dopo un arresto per stalking e il successivo patteggiamento con una condanna a 5 mesi, ha ucciso la moglie (sempre davanti alla figlia) e si è poi suicidato.
Una situazione, quella dei femminicidi, che ha toccato spesso l’opinione pubblica e i più sensibili artisti del panorama musicale italiano: questa volta Carmen Consoli ha riunito in un inedito gruppo Gianna Nannini, Emma, Nada, Elisa e Irene Grandi per una cover della sua canzone “La signora del quinto piano”. La scena raccontata dalla “cantatessa” è la stessa dell’omicidio di Albenga e di molte altre pagine tragiche della cronaca nera: un marito-stalker che aspetta l’ex moglie con un martello per ucciderla, le forze dell’ordine che ripetono che “non c’è alcuna ragione di avere paura” e infine l’omicidio annunciato che poi si compie. Una storia che speriamo di sentire di nuovo solo tra le note della cantante catanese.
Nicola Stacchietti