“La direzione del Paese la metti in salvo non sparando numeri a caso perché sennò aumenti lo spread. Per dirlo con una battuta: promettendo mari e monti, alla fine arriva Mario Monti”. Rievoca il fantasma del temuto differenziale Matteo Renzi, intervenuto questa mattina alla trasmissione Radio Anch’io. L’ex premier ha parlato delle prossime elezioni politiche del 4 marzo e delle relazioni burrascose con Liberi e Uguali. “Andiamo divisi alle elezioni. In Lombardia e Lazio sono regionali, se si trova un’alleanza è un fatto positivo, ma non so cosa farà un partito che notoriamente non mi ama”, ha chiarito il segretario del Pd.
In questi giorni, i riflettori della sinistra sono puntati sulla disputa tra LeU e Dem per le candidature in Lombardia e nel Lazio: la nomina di Giorgio Gori e l’eventuale riconferma di Nicola Zingaretti: “Se mi chiede una previsione sul partito di D’Alema, ha scelto il commentatore sbagliato. Non entro nell’assemblea di un partito che non è il nostro. Rispetto le scelte ricordando che se fossi lombardo voterei Gori, se fossi del Lazio voterei Zingaretti”.
Infine, Renzi ha risposto alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, ospite ieri sera a Porta a Porta, che ha posto come inderogabile condizione per le larghe intese, l’accettazione da parte del Pd del programma di centrodestra: “Ma per piacere… Berlusconi intanto si metta d’accordo con Salvini e anche con se stesso e con Forza Italia su qual è il programma, considerato ad esempio come ha cambiato idea sul Jobs act nell’arco di una giornata”. L’ex premier, ai microfoni di Radio 1, ha concluso in modo netto: “Non ho nulla contro Berlusconi sul piano personale, ma sul piano economico e dei valori siamo molto lontani”.