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HomeEsteri Rearm Europe, a Bruxelles si vota per “una pace giusta e duratura” per l’Ucraina

Rearm Europe, a Bruxelles voto
"per pace giusta e duratura"
Obiettivo finale 800 miliardi

Mosca: "Ue diventa partito di guerra"

Meloni: "Non pesare su debito Stati"

20 Marzo 2025
Rearm Europe

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e alcuni capi di stato a Bruxelles | Foto Ansa

BRUXELLES – “Sono giorni decisivi per l’Europa. Discuteremo su come l’Ucraina possa arrivare finalmente a una pace giusta e duratura”. È questo l’appella della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a margine del summit del Ppe che ha preceduto l’avvio dei lavori del Consiglio europeo di oggi, 20 marzo. Al centro del vertice dei 27, l’approvazione del piano Rearm Europe descritta all’interno del “Libro bianco per la difesa europea-readiness 2030”, che punta a riarmare gli Stati membri dando una spinta all’industria europea della difesa. L’obiettivo è fornire un massiccio sostegno militare all’Ucraina, anche attraverso l’integrazione della sua industria bellica all’interno del sistema Ue. 

Il principio del “comprare europeo” e la posizione di Meloni

Il piano al centro delle discussioni del Consiglio prevede lo stanziamento di 150 miliardi prestiti garantiti dal bilancio europeo per gli Stati membri da destinare a progetti congiunti o in associazione con almeno un paese Efta (Islanda, Norvegia, Svizzera, Liechtenstein) e l’Ucraina. La condizione, tuttavia, è che il 65% dei costi delle strutture finanziate provenga da fornitori in Ue, Norvegia o Ucraina, misura volta al principio del “comprare europeo”, fortemente voluto dalla Francia. Il piano di riarmo consentirà anche ai governi di scorporare dal patto di stabilità fino all’1,5% del Pil delle spese per la difesa in quattro anni. L’obiettivo finale è quello di arrivare a una cifra di 800 miliardi investiti per il riarmo, ma i numeri sono ancora approssimativi. A margine di un colloquio con von der Leyen, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di porre l’accento sulla partecipazione del capitale privato, puntando, ad esempio, sul modello InvestEu, in modo da ricorrere a strumenti europei comuni che non pesino sul debito degli Stati. 

Mosca: “L’Ue un partito di guerra”

A conferma del rinnovato appoggio europeo a Kiev, la Commissione europea ha erogato un’ulteriore tranche da un miliardo di euro del suo prestito eccezionale di assistenza microfinanziaria all’Ucraina, da rimborsare grazie ai proventi costituiti dai beni statali russi attualmente congelati nell’Ue. A tal proposito, von der Leyen ha dichiarato che “con il pagamento odierno, ribadiamo il nostro fermo impegno nei confronti dell’Ucraina”. Un sostegno mirato a garantire la tenuta dell’economia ucraina, “per mantenere la rotta e ricostruire le infrastrutture critiche danneggiate dall’aggressione russa”. Non si è fatta attendere la replica di Mosca, con il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che ha dichiarato: “L’Europa si è messa a militarizzarsi e si è piuttosto trasformata in un partito di guerra”. Peskov ha sottolineato come l’attuale indirizzo Ue sia “chiaramente dissonante con l’umore dei presidenti di Russia e Stati Uniti di cercare modi per avviare un processo di soluzione pacifica”. 

Rearm Europe
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo omologo finlandese Alexander Stubb durante l’iniziativa “Europa in supporto dell’Ucraina”

Orban e il veto sull’ingresso di Kiev nell’Ue

Nonostante il fronte dei 27 si sia già dimostrato coeso sul fronte del piano Rearm Europe, continua a tenere banco la posizione euroscettica del primo ministro ungherese, Viktor Orban. In occasione del vertice Ue di questa mattina, Orban ha dichiarato che l’Unione europea è oggi “un leone senza denti”, priva di mezzi e forza autonoma. In particolare, parlando della possibile adesione dell’Ucraina all’Ue, il premier ha ribadito che si opporrà all’avanzamento di Kiev, sostenendo che sono “in molti” a nutrire dubbi sull’ingresso di Kiev all’interno dell’Unione. 

Rearm Europe
Il primo ministro ungherese, Viktor Orban | Foto Ansa

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