BRUXELLES – Nel 2024 le operazioni di manipolazione informativa hanno colpito 90 Paesi e 322 organizzazioni, secondo il rapporto del Servizio europeo d’azione esterna (Seae). La principale minaccia è rappresentata dalla Russia, che ha rivolto quasi la metà degli attacchi all’Ucraina per influenzare l’opinione pubblica sulla guerra. “L’obiettivo generale è plasmare la percezione globale del conflitto a favore della narrazione ingannevole di Mosca”, si legge nel documento.
Il rapporto ha analizzato 505 episodi di interferenza verificatisi tra il 4 novembre 2023 e il 4 novembre 2024, coinvolgendo circa 38.000 canali su 25 piattaforme. Le reti social, in particolare X, sono il principale veicolo di diffusione, con l’88% delle attività individuate.
Oltre all’Ucraina, altri Paesi sono stati bersaglio delle operazioni. La Francia ha subito attacchi legati ai Giochi Olimpici e alle elezioni legislative, mentre in Germania il governo di coalizione è stato preso di mira durante eventi politici e proteste. Anche la Moldavia, impegnata nelle elezioni presidenziali e nel referendum per l’adesione all’Ue, e diversi Stati africani hanno subito interferenze.
Il rapporto evidenzia inoltre un’alleanza tra Russia e Cina nella diffusione di contenuti anti-occidentali. “Le reti russe e cinesi amplificano reciprocamente i contenuti”, sottolineano gli esperti, evidenziando una convergenza strategica nella propaganda contro Ue, Usa e Nato.