ROMA – L’Italia è uno dei cinque Paesi “smantellatori” dello stato di diritto in Europa. Questo è quanto emerge dal rapporto della Civil Liberties Union for Europe (Liberties). Dalle modifiche al sistema giudiziario alla “forte intolleranza mostrata alle critiche dei media”, sono diversi i parametri in cui il governo di Giorgia Meloni è stato bocciato.
Secondo Liberties la recessione democratica dell’Europa si è aggravata nel 2024. L’ultimo rapporto, condiviso con il tabloid inglese The Guardian prima della pubblicazione, ha evidenziato sistemi giudiziari soggetti a manipolazione politica, debole applicazione della legge contro la corruzione, uso eccessivo di procedure legislative accelerate, molestie ai giornalisti e crescenti restrizioni alle proteste pacifiche.
In particolare il governo italiano è accusato di aver minato lo stato di diritto con modifiche al sistema giudiziario, come nella proposta di dare poteri illimitati al ministero della Giustizia sui procuratori, che aumenterebbe il controllo politico della magistratura. Inoltre, l’esecutivo targato Meloni ha mostrato forte intolleranza alle critiche dei media, espresse ad esempio nella cancellazione del monologo antifascista dello scrittore Antonio Scurati.
A fare compagnia all’Italia, tra gli “smantellatori”, ci sono Bulgaria, Croazia, Romania e Slovacchia. Ma nessuno è immune, come evidenziato dagli autori. Anche Francia e Germania, considerati emblemi della democrazia europea, potrebbero finire nell’elenco dei “cattivi”.
Per far fronte a questi problemi, Liberties chiede alla Commissione europea di rafforzare l’attività di monitoraggio dell’Ue, legandola allo stanziamento di fondi e accelerando le azioni legali in caso di violazione dello stato di diritto. Dal 2019, infatti, la Ong ha avviato un esercizio annuale per seguire da vicino i report sullo stato di diritto della Commissione europea, che dovrebbe verificare il tasso di salute della democrazia negli stati membri dell’Unione.