Altro che partita del cuore. L’iniziativa di solidarietà di martedì sera allo Juventus Stadium ha avuto momenti dai toni tutt’altro che distesi, con strascichi per tutta la giornata di ieri. Con l’obiettivo di raccogliere fondi per Telethon e la Fondazione piemontese per la Ricerca sul cancro si sfidavano in campo la Nazionale Cantanti e la formazione “mista” dei Campioni per la Ricerca (che annoverava, fra gli altri, Alex Del Piero, Massimo Giletti, Jorge Lorenzo e John Elkann).
L’episodio scatenante è stato il tunnel del rapper Moreno – rivelazione della partita – all’ex centrocampista juventino Pavel Nedved, con tanto di gesto di sfottò. Il calciatore ceco non ha gradito e ha reagito con una brutta sgambettata all’avversario, che è finito a terra. Barbarossa ha applaudito ironicamente al gesto dell’ex Pallone d’Oro (“Non credo che un professionista possa fare una cosa del genere, tra l’altro a un ragazzo che fa il rapper, alto un metro e sessanta, che ha avuto il torto di fargli un tunnel”, ha spiegato ieri) e Ramazzotti, stavolta in squadra con Nedved, gli si è precipitato contro, scatenando una mini rissa in campo.
Sembrava finita lì, invece dopo la partita Ramazzotti affida a un post su Instagram la sua amarezza: “Quando una persona in un campo di calcio in una partita benefica ti dice: “Se mi tocchi di nuovo ti ammazzo qui davanti a tutti”, tu che fai?? – si chiedeva il cantante – Prendi e te ne vai? Io non ho fatto altro che andare di fronte a lui dicendogli di uccidermi, né più e né meno. Io sono buono ma le ingiustizie e le minacce non le accetto. La sua reazione poteva e doveva essere molto più pacata ed intelligente”. Nessun nome, ma il riferimento è sembrato diretto al collega Barbarossa, con il quale – le riprese lo confermano – c’era stato un acceso scambio di battute. Il presunto interessato si è difeso sulla Gazzetta dello Sport di ieri: “Per me Eros è come un fratello minore – ha detto Barbarossa – non ricordo le parole esatte che gli ho detto, certamente non le pensavo. In quel momento eravamo alterati, eravamo come due ragazzini che bisticciano, ma una volta terminata la partita per me lo “scazzo” era già alle spalle”.
Fra gesti di scherno, brutti falli e baruffe lo spettacolo non è stato insomma particolarmente edificante, ma non tutto il male vien per nuocere: un po’ di tensione ha fatto bene agli ascolti e, con oltre 3 milioni e mezzo di telespettatori e il 16% di share, la partita del cuore è stato il programma più visto della serata. Fra incassi pubblicitari e raccolta fondi via sms, il match è stato un successo, con un milione 800mila euro raccolti per la ricerca.
Anna Bigano