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Parmitano è arrivato in orbita. Viaggio a bordo della navicella Soyuz in tempi record: solo sei ore di volo

di Gianluca Natoli29 Maggio 2013
29 Maggio 2013

Luca Parmitano porta in alto il tricolore. Atterraggio “storico” questa mattina sullo spazio per l’astronauta siciliano, arrivato  in orbita insieme ai suoi compagni di missione, la statunitense Karen Nyberg e il comandante russo Fyodor Yurchikhin. Parmitano resterà lassù per i prossimi sei mesi, battendo il record italiano di permanenza tra le stelle.
La missione. Di origine catanese, 36 anni, Parmitano si è collegato emozionato poco dopo l’atterraggio con i suoi familiari, rivolgendo un particolare saluto alle sue due figlie, di tre e sei anni: “ È bellissimo, papà sta fluttando!”, ha detto loro, felice come un bambino, prima di coricarsi per un meritato riposo dopo la lunga nottata. Il viaggio a bordo della poco confortevole capsula Soyuz è durato circa sei ore. Partito alle 22.31 di ieri sera (ora italiana), dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, Parmitano e i suoi compagni hanno raggiunto a bordo della stazione orbitale (ISS) altri tre cosmonauti: Pavel Vinogradov, Aleksandr Misurkin e Christoper Cassidy. La breve durata del viaggio tra la Terra e la Iss è un record per l’unica navetta dei cieli rimasta, dopo il pensionamento dello Space Shuttle. Prima, infatti, la Soyuz (che ha già fatto la spola tra cielo e terra 1600 volte) impiegava circa due giorni per raggiungere la Iss. Luca è il quarto italiano a raggiungere la Iss e realizzerà venti esperimenti tecnico-scientifici dell’Esa, la maggior parte nel laboratorio europeo Columbus. Tra questi sono inclusi, secono il progetto, anche alcuni studi di fisiologia umana, “sulla resistenza delle cartilagini nello spazio, le reazioni dei muscoli e il cambiamento dei ritmi cardiiaci sottoposti ogni giorno a 16 albe e 16 tramonti”. Previste, inoltre, due passeggiate spaziali nel mese di luglio.
Il volo. Gli astronauti sono entrati nella navetta intorno alle 20 per eseguire alcune operazioni di preparazione. Una volta a bordo della Soyuz, Yurchikhin si è seduto al centro, Karen Nyberg alla destra del cosmonauta russo, mentre Luca Parmitano, ingegnere di bordo e co-pilota, alla sinistra del comandante. “La paura? Solo i pazzi non ne hanno”. Così Parmisano ha risposto prima del lancio di questa notte. “La paura – ha aggiunto l’astronauta – è una reazione normale verso l’ignoto, ma, se si utilizza positivamente, è un campanello d’allarme che ti consente di affrontare sfide importanti con maggiore consapevolezza e attenzione”. Nel viaggio tutto è filato liscio. Dopo nove minuti esatti, la navicella era in orbita, viaggiando alla velocità di 28mila km/h. Parmisano si tratterrà sullo spazio per sei mesi, precisamente 166 giorni.

Gianluca Natoli

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