ROMA – Il trentunesimo giorno di ricovero di Papa Francesco viene sancito diffondendo la prima foto del Pontefice dalla sua ospedalizzazione. Bergoglio si mostra di spalle in sedia a rotelle nella cappella del Gemelli. È proprio da quella cappellina al decimo piano che ieri, domenica 16 marzo, Francesco concelebra la messa domenicale.
È l’ultimo di molti segnali di miglioramento del quadro clinico di Bergoglio. Seppur le dimissioni sembrano ancora lontane, le condizioni del Papa restano stabili da più di una settimana. Il prossimo bollettino medico non è atteso prima di metà settimana. Nel suo aggiornamento quotidiano però la Santa Sede fa sapere che il Pontefice continua la terapia e la fisioterapia “traendone beneficio” soprattutto da quella motoria.
Una fragilità mai nascosta
Per il cardinale gesuita Michael Czerny dietro la pubblicazione della foto da parte della Santa Sede c’è la volontà di Papa Francesco a voler “condividere il suo dolore per essere più vicino a chi soffre”. Una fragilità, sottolinea Czerny intervistato da Repubblica, che il Papa non ha mai nascosto, ma anzi incoraggiato sia con la condivisione di un suo audio alcune settimane fa, sia ora con la foto dalla cappella. Lo stesso Pontefice nel testo dell’Angelus, divulgato domenica scorsa in forma scritta, ha ammesso di star affrontando “un periodo di prova. E mi unisco a tanti fratelli e sorelle malati: fragili, in questo momento, come me”, ha aggiunto.
Nel testo domenicale Bergoglio si rivolge poi ai bambini, in particolare alla delegazione dei 50 piccoli fedeli provenienti da varie zone d’Italia che nella mattinata di domenica si sono riuniti davanti al Gemelli con letterine e preghiere di pronta guarigione per il Pontefice. Una vicinanza che Francesco ha percepito. “So che pregano per me tanti bambini; alcuni di loro oggi sono venuti qui al Gemelli in segno di vicinanza” – si legge nella lettera dell’Angelus – “Grazie, carissimi bambini! Il Papa vi vuole bene e aspetta sempre di incontrarvi”.