PARIGI – Brutte notizie per la crescita globale che scenderà “dal 3,2% nel 2024, al 3,1% nel 2025 e al 3% nel 2026” a causa dei dazi imposti dal presidente americano Donald Trump. È quanto si legge nel rapporto dell’Ocse – l’Organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico – sulle Prospettive Economiche Intermedie, presentato oggi, 17 marzo, a Parigi.
A gravare sugli investimenti e sulla spesa delle famiglie è “una maggiore incertezza geopolitica”. Ma anche le “barriere commerciali più elevate in diverse economie del G20”. L’Organizzazione mette in guardia, infatti, su “cambiamenti significativi nelle politiche commerciali che, se sostenuti, colpirebbero la crescita mondiale e aumenterebbero l’inflazione”. E, inoltre, sottolinea che “un clima politico più stabile e riforme strutturali più ambiziose ridurrebbero l’incertezza”.
Nel report si specifica anche che “una maggiore spesa pubblica per la difesa potrebbe sostenere la crescita nel breve termine, ma potenzialmente aumentare la pressione fiscale nel lungo periodo”. Per quanto riguarda la crescita del prodotto interno lordo in Italia, l’Organizzazione taglia le stime di 0,2 punti per il 2025 e 0,3 punti per il 2026. Il Pil aumenterà, infatti, dello 0,7% il prossimo anno e dello 0,9% nel 2026.
Frena anche la crescita annuale del Pil negli Stati Uniti, che “rallenterà rispetto al suo forte ritmo recente, attestandosi al 2,2% nel 2025 e all’1,6% nel 2026”. Crescita contenuta anche nell’area dell’euro. Secondo l’Ocse, il Pil “sarà dell’1% nel 2025 e dell’1,2% nel 2026”. Rallentamenti anche in Cina dove la crescita passerà “dal 4,8% di quest’anno al 4,4% nel 2026”. Per quanto riguarda l’inflazione, questa “sarà più alta di quanto previsto in precedenza, sebbene ancora contenuta, con l’indebolimento della crescita economica”.