L’avvocato generale della Corte europea ha proposto di censurare la normativa italiana che impedisce a Vivendi di acquisire il 28% del capitale di Mediaset, considerandola contraria al diritto dell’Unione.
La vicenda risale al 2016, quando la società di Vincent Bolloré avviava una campagna di acquisizione di azioni della Mediaset fino ad arrivare al 28,8% del capitale e al 29,94% dei diritti di voto.
Come noto, dopo la richiesta di Mediaset, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha imposto ai francesi di congelare una parte della loro quota, considerato che già occupavano una posizione rilevante nel settore italiano delle comunicazioni, in virtù del controllo di Tim. Vivendi trasferiva allora il 19,19% di Mediaset in una fiduciaria, ma chiedeva al Tar di annullare la decisione dell’Autorità.
Secondo l’avvocato generale Campos Sànchez-Bordona, lo stop imposto dall’Agcom ai francesi “ostacola la libertà di stabilimento in maniera sproporzionata rispetto all’obiettivo di tutela del pluralismo dell’informazione”.
“Siamo molto soddisfatti. Si tratta di una conferma molto forte della nostra posizione”, ha commentato un portavoce di Vivendi. “Mediaset prende atto delle posizioni espresse dall’Avvocato Generale che, come indicato in calce, non vincolano le decisioni della Corte di Giustizia” e sottolinea che “in attesa della sentenza, nella perdurante vigenza della normativa oggetto di scrutinio giudiziale, nulla cambia in merito alla valutazione di illiceità della condotta di Vivendi”.