Con il conto alla rovescia per il Giubileo, tornano attuali le polemiche verso Ama, l’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento rifiuti nella Capitale. E il sindaco Ignazio Marino decide di affidare parte della città ad aziende private. Saranno per lo meno due i municipi in cui aprirà presto una gara per spazzare le strade: «La competizione ha aiutato molte città europee, a esempio Parigi e Londra. Credo che l’apertura verso il mercato e la competizione virtuosa siano auspicabili», ha spiegato il primo cittadino.
È chiaro quindi che gli ultimi interventi dell’Ama non siano bastati a far cambiare idea a Marino, che continua a guardare all’azienda con sfiducia. Nelle ultime settimane a Roma sono arrivati 300 nuovi spazzini per assicurare pulizia nei luoghi turistici più importanti; ed è stata stabilita una presenza costante, 24 ore su 24, degli uomini dell’Ama in zone a rischio di accumulo spazzatura come fermate della metro, stazioni ferroviarie e i quartieri della movida. Interventi positivi che, però, non sono sufficienti a salvare la reputazione dell’azienda. Troppo spesso Ama mette in imbarazzo Roma con cassonetti strapieni che costringono i romani a gettare a terra i propri rifiuti. Immagini di degrado a cui il sindaco non vuole più esporre la città, soprattutto nei prossimi mesi in cui i riflettori mondiali saranno tutti puntati sul Giubileo straordinario indetto da papa Francesco.
Non sono ancora stati annunciati i primi due municipi scelti per essere gestiti da aziende private, ma è probabile che Marino stia guardando ai quartieri più centrali, come quelli di Prati (Municipio I) o di San Lorenzo (Municipio II).
Corinna Spirito