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M5S: “Niente accordo col Pd o Grillo lascia il movimento”. E il Pd replica a Renzi: “Rispetti il partito”.

di marco.potenziani11 Marzo 2013
11 Marzo 2013

Nessuna alleanza possibile. Solo un governo a 5 stelle. È questa la richiesta che il futuro capogruppo DEL Movimento 5 stelle al Senato, Vito Crimi, ha detto di voler fare al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’annuncio è arrivato al termine della riunione tenuta dai grillini in un hotel dell’Eur a Roma il pomeriggio di domenica 10 marzo.
Respinta dunque l’alleanza con il Pd. Erano circa le 20 quando i capigruppo in pectore del M5s, Roberta Lombardi (Camera) e Vito Crimi (Senato) si sono presentati in conferenza stampa dopo oltre cinque ore di riunione tenute in un albergo dai neoparlamentari del Movimento. In discussione c’era soprattutto la possibile alleanza con il Pd. «Non importa il nostro candidato, ma i 20 punti di programma di un governo a 5 Stelle, non ci interessa il nome del candidato. Se Napolitano accetta un governo a 5 stelle, accetta quei punti ».
La linea rimane oltranzista. «Nessuno ha proposto il referendum», ha chiarito Roberta Lombardi, parlando della proposta di consultazione online della base del movimento su un’alleanza di governo con Bersani. «Noi – ha detto –  non facciamo alleanze con i partiti. Mai stati margini di trattativa. A meno che non nasca un governo 5 stelle, a quel punto chiederemo noi agli altri di sostenerci». E Crimi ha aggiunto: «Noi non operiamo una scelta, confermiamo quanto già detto. Chi propone altro è chi ha votato Pd». La conferma della chiusura al Pd è arrivata anche dal tweet di Beppe Grillo. «Qualora ci fosse un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del #M5S a chi ha distrutto l’Italia, serenamente, mi ritirerò dalla politica». Il ricorso ad internet sembra la vera anima del M5S che propone una consultazione on line anche per l’ndividuazione del Capo dello Stato.
Scambio di frecciate tra Pd e Renzi. Il sindaco di Firenze, che dal salotto di “Che tempo che fa” lanciò a Bersani la frecciata sull’aggiungere agli otto punti l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ha dovuto incassare le risposte aspre dagli altri vertici del partito. Stefano Fassina, responsabile economico del Pd ha usato parole molto chaire: «Renzi mostra scarso rispetto per la comunità di cui fa parte e cavalca l’antipolitica, provando a ridicolizzare il Pd in una situazione certamente difficile – ha concluso Fassina – non è l’atteggiamento appropriato per un grande leader». Nonostante ormai da giorni Renzi dica di non voler pugnalare alle spalle il segretario, il rottamatore in ogni sua uscita pubblica non fa mancare critiche e frecciate. Augura a Bersani di formare il governo ma non si dice per nulla ottimista.

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