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HomeEconomia L’Italia è ultima in Europa per occupazione. Divario crescente con giovani e donne

Occupazione, Italia in coda
Pesano donne e giovani
Gap con Ue cresciuto nel 2024

Il divario di genere aumenta

tasso inferiore di 20 punti

di Alessio Garzina17 Marzo 2025
17 Marzo 2025

Un uomo controlla gli annunci di lavoro esposti in una agenzia per l'occupazione | Foto Ansa

L’occupazione in Italia segna un lieve progresso, ma il ritardo rispetto al resto d’Europa si aggrava. Secondo i dati Eurostat relativi all’ultimo trimestre del 2024, il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni è salito al 62,2%, registrando un incremento dello 0,2% su base annua. Ma questa crescita non è stata sufficiente a ridurre il divario con la media dell’Unione europea, che anzi si è ampliato di 0,1 punti, raggiungendo gli 8,7 punti percentuali.

Ancor più ampio il divario per le donne

I dati evidenziano un quadro in cui l’Italia resta il fanalino di coda in Europa. La situazione è particolarmente critica per le donne: il loro tasso di occupazione si attesta al 53,1%, ben 13,2 punti al di sotto della media europea del 66,3%. Il confronto con la Germania è impietoso, dove il 74,2% delle donne in età lavorativa ha un impiego. Più contenuto il divario per gli uomini: in Italia lavora il 71,3%, mentre nella media Ue la quota è del 75,4%. Un distacco che si è leggermente ridotto nell’ultimo anno.

Il gap occupazionale di genere si sta ampliando. Se a fine 2023 la differenza tra uomini e donne era di 17,7 punti percentuali, ora è salita a 18,2. Un segnale che evidenzia come le lavoratrici italiane fatichino sempre di più a raggiungere i livelli occupazionali maschili.

Indietro anche i giovani

Ma è tra i giovani che la distanza con il resto dell’Europa diventa più evidente. Nella fascia 15-24 anni, il tasso di occupazione si ferma al 19,2%. La media dell’Unione europea è al 34,8%. Non solo il divario resta ampio (15,6 punti), ma nell’ultimo anno l’Italia ha perso un ulteriore punto percentuale, segno di un peggioramento invece che di una ripresa. Anche tra i giovani, la disparità tra uomini e donne è evidente: il tasso di occupazione maschile è al 23,6%, mentre quello femminile si ferma al 14,5%. Il divario è di 9,1 punti, confermando come siano soprattutto le giovani donne a trovare difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro.

Guardando alla fascia centrale, quella tra i 25 e i 54 anni, in Italia il tasso di occupazione è dell’84,4% per gli uomini, mentre per le donne è solo del 64,6%, con un distacco di quasi 20 punti percentuali, in crescita rispetto all’anno precedente. Un dato leggermente meno negativo riguarda le donne tra i 55 e i 64 anni: qui il divario con la media Ue è più ridotto (10,6 punti), segno che l’occupazione femminile migliora con l’età.

I numeri hanno acceso il dibattito politico. Arturo Scotto, capogruppo Partito Democratico in Commissione Lavoro alla Camera, ha dichiarato: “Questi dati certificano il fallimento delle politiche dell’esecutivo sul lavoro. Di parere opposto Ignazio Zullo, senatore di Fratelli d’Italia: “Il governo Meloni può giovarsi di un altro primato: oltre un milione di persone sono tornate al lavoro”.

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