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HomePolitica Lega Nord condannata a pagare per l’uso discriminatorio del termine “clandestino”

Lega Nord condannata
dal tribunale di Milano:
manifesti discriminatori

"Clandestini" e non "richiedenti asilo"

Il Carroccio pagherà 10mila euro

di Simone Alliva24 Febbraio 2017
24 Febbraio 2017

La Lega Nord è stata condannata per il reato di discriminazione, per aver usato il termine “clandestini” per indicare quelli che, a termini di legge, sono invece “richiedenti asilo”. Il Carroccio dovrà pagare 10mila euro di risarcimento – oltre ad altri 4mila euro di spese processuali – per i manifesti affissi a Saronno (Varese) ad aprile dello scorso anno. Cartelloni comparsi nel comune guidato dal leghista Alessandro Fagioli, in cui 32 richiedenti asilo che dovevano essere ospitati in città venivano definiti “clandestini”. A deciderlo è stata la prima sezione civile del tribunale ordinario di Milano, che ha accolto il ricordo delle associazioni Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) e Naga (Associazione Volontaria di Assistenza Socio-Sanitaria e per i Diritti di Cittadini Stranieri, Rom e Sinti onlus). Per i giudici “con l’epiteto di ‘clandestino‘ si fa chiaramente riferimento ad un soggetto abusivamente presente sul territorio nazionale. L’uso improprio del termine è idoneo a creare un clima intimidatorio (implicitamente avallando l’idea che i ‘clandestini’, non regolarmente soggiornanti in Italia, devono allontanarsi)”.

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