NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 13:00 del 28 marzo 2025

HomeEsteri Ci sarebbero due terroristi dell’Is dietro l’attentato che ad Ankara ha fatto 128 vittime, in maggioranza giovani. Una scia di sangue che, dalla Turchia, si allunga anche alla Palestina e all’Iraq

Ci sarebbero due terroristi dell’Is dietro l’attentato che ad Ankara ha fatto 128 vittime, in maggioranza giovani. Una scia di sangue che, dalla Turchia, si allunga anche alla Palestina e all’Iraq

di Samantha De Martin12 Ottobre 2015
12 Ottobre 2015

ankara

Una lunga scia di sangue scorre sul fronte mediorientale con un flusso sempre più intenso e drammatico, cucendo, dalla Siria alla Palestina, dalla Turchia all’Iraq, un preoccupante scenario di morte e distruzione.

Bombe sulla gioventù di Ankara All’indomani dalla peggiore strage nella storia della Turchia moderna, papaveri rossi e fotografie coprono il selciato sporco del sangue dei 128 pacifisti saltati in aria per un impasto di tritolo misto a biglie, incastrato nella cintura di due kamikaze. Asciugate le lacrime, è il giorno del lutto e della rabbia in un’Ankara sconvolta dall’attentato che, sabato scorso, ha portato morte e terrore tra i cortei, le danze, gli slogan dei giovani delle organizzazioni di sinistra e dei curdi moderati dell’Hdp, il partito democratico del popolo turco. E mentre la polizia sfodera gas lacrimogeni per disperdere i gruppi che intonano slogan contro il presidente Recep Tayyip Erdogan, accusato di inefficienza, la stampa turca diffonde l’identikit di uno dei due attentatori. Secondo quanto riportato dal giornale Haberturk, le autorità sospettano che uno dei due responsabili possa essere il fratello maggiore dell’attentatore suicida di Suruc, al confine con la Siria, dove il 20 luglio scorso morirono 34 persone. Nonostante la strage di sabato non sia stata ancora rivendicata, lo Stato Islamico è il sospettato numero uno sul quale si concentrano le indagini.

Intanto, stretti intorno allo slogan “Fermiamo la vita”, oggi e domani centinaia di migliaia di turchi si asterranno dalle loro attività quotidiane, in solidarietà con le famiglie delle vittime, per partecipare alle decine di manifestazioni organizzate in tutto il Paese.

Uccisi in Iraq alcuni leader dello Stato islamico. Non ci sarebbe il califfo al Baghdadi tra le vittime del convoglio di leader dello Stato Islamico, colpito ieri dall’esercito di Bagdad nella città di Karabla, vicino al confine con la Siria. A smentire la notizia della morte di Abu Bakr al Baghdadi, sono stati gli stessi estremisti, secondo i quali il capo supremo della più agguerrita organizzazione jihadista, si troverebbe al sicuro. Tuttavia sarebbero otto i comandanti dell’Is morti in seguito all’incursione dell’aviazione irachena.

Razzi su Gaza uccidono una donna incinta. Il bilancio di sangue degli ultimi cinque giorni, proveniente dalla Mezzaluna rossa, diffuso ieri sera, parla di un numero complessivo di oltre 300 feriti, fra Gaza e Cisgiordania. Una donna incinta è rimasta uccisa, insieme alla sua bambina di appena quattro anni, in seguito al lancio di due razzi, a Gaza; mentre un ragazzo palestinese di 13 anni è morto tra le strade di Hebron, nei pressi di Ramallah, colpito tre volte alla testa.

Questa mattina, un palestinese che avrebbe tentato di accoltellare una guardia israeliana nei pressi della Porta dei Leoni nella Città Vecchia a Gerusalemme è stato colpito da spari e neutralizzato. Mentre a Malee Adumim, nei pressi di Gerusalemme, una palestinese ha fatto esplodere un ordigno a bordo della propria auto ferendo leggermente un poliziotto israeliano. La donna, fermata per un controllo, era scesa dalla vettura gridando “Allahu akbar”.

Samantha De Martin

Ti potrebbe interessare

logo ansa
fondazione roma

ARTICOLI PIU' LETTI

Carlo Chianura
Direttore delle testate e dei laboratori
Fabio Zavattaro
Direttore scientifico
@Designed & Developed by Bedig