NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 13:00 del 28 marzo 2025

HomeCronaca Il grande giorno di Papa Francesco
Il mondo gli dà ufficialmente il benvenuto

Il grande giorno di Papa Francesco
Il mondo gli dà ufficialmente il benvenuto

di Francesca Polacco19 Marzo 2013
19 Marzo 2013

VIDEO. Giornata storica della Chiesa universale per la Messa di intronizzazione del primo Papa col nome Francesco, il primo gesuita, il primo sudamericano.
200mila in piazza San Pietro, che già alle 6.30 traboccava di fedeli, 130 delegazioni da tutto il mondo, 180 concelebranti, tripudio di bandiere e di colori, quelli dominanti, bianco e celeste, i colori della sua Argentina: così è stato accolto Papa Francesco.
33 le delegazioni di Chiese e confessioni cristiane, tra cui il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, la prima volta di un patriarca alla Messa d’insediamento di un Pontefice Romano. Bartolomeo I aveva richiamato l’importanza di avvicinare la Chiesa cattolica e quella ortodossa per lavorare a favore di una futura riunificazione di tutte le chiese che rappresentano un miliardo e mezzo di credenti nel mondo. Presenti anche la delegazione ebraica, musulmana, buddista, sick, jainista, segno di approvazione e predisposizione al dialogo.
La piazza accoglie festosa il nuovo Papa. «Buongiorno Papa Francesco», «Da lontano sei arrivato e con la semplicità ci hai conquistato», «Francesco amico della pace», alcuni dei cartelli che la folla ha sventolato durante il suo passaggio in piazza prima dell’inizio della celebrazione. Umile, affabile, disinvolto, il Papa saluta, benedice, sorride e stupisce: fa fermare la jeep scoperta, scende e va incontro a un disabile per abbracciarlo, poi si avvicina a due bambini e li bacia. Il cardinal Bergoglio, già dai primi istanti da Papa, ci ha abituati a gesti inattesi e fuori dal cerimoniale e, anche oggi, non si è smentito: si è presentato alla Messa inaugurale del suo pontificato, un pontificato che si preannuncia dirompente nei modi, nei contenuti, nello stile, con la semplice talare bianca.
Il Papa riceve il Pallio e l’Anello piscatorio. Prima dell’inizio della solenne celebrazione, sulla tomba di Pietro ha ricevuto i simboli dell’autorità pontificia. L’imposizione del Pallio, simbolo del buon pastore, da parte del cardinale protodiacono, Jean-Louis Tauran; la consegna dell’Anello del Pescatore da parte del decano Angelo Sodano e, infine, l’obbedienza promessa al Santo Padre da sei cardinali, due per ogni ordine: vescovi, presbiteri e diaconi a nome dell’intero collegio cardinalizio. Con questi riti ha preso ufficialmente avvio il 266esimo pontificato della Chiesa cattolica a partire da quello dell’apostolo Pietro.
Dopo aver indossato i paramenti sacri, Papa Francesco è risalito in Basilica per unirsi alla processione dei cardinali concelebranti e ha raggiunto l’altare collocato sul sagrato.
L’omelia del Pontefice. Le sue prime parole sono state per Benedetto XVI: «È una coincidenza molto ricca di significato, ed è anche l’onomastico del mio venerato Predecessore, gli siamo vicini con la preghiera, piena di affetto e di riconoscenza». Poi, attraverso la spiegazione del Vangelo, ha tracciato le linee guida di quello che sarà il suo pontificato, mostrando ancora una volta attenzione ai poveri e ai deboli: «Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore». Forte a questo proposito è stato il richiamo rivolto ai capi di Stato presenti: «Vorrei chiedere a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà di essere custodi della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente». E proprio sulla capacità di saper custodire ha costruito la sua intera omelia: «Per custodire -ha detto- dobbiamo anche avere cura di noi stessi! Ricordiamo che l’odio, l’invidia, la superbia sporcano la vita!». Continuando a definirsi “vescovo di Roma” ha riassunto nel binomio potere-servizio la funzione del suo ministero: «Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce». E, a conclusione, un messaggio di speranza per il mondo: «Custodire il creato, ogni uomo ed ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l’orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza!».
Grande ecumenismo durante la preghiera universale recitata anche in russo, arabo e cinese, espressione di una Chiesa bella, viva e aperta.
Il saluto ai capi di Stato. Dopo la liturgia, il Santo Padre nella Basilica di San Pietro ha salutato con grande cordialità tutti i capi di Stato e le delegazioni a partire dalla presidente argentina Cristina Kircher, il presidente Giorgio Napolitano, il premier Mario Monti, il vice presidente degli Usa, Joe Biden, e i reali europei. Anche i presidenti neoeletti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, hanno reso omaggio al Pontefice.
Tra esplosioni di gioia, applausi, urla, cori, ma anche intensi silenzi e profonda preghiera, il mondo ha dato ufficialmente il benvenuto a Papa Francesco, un Papa che si è subito mostrato come un uomo di cuore e proprio nei cuori, di cattolici e non, ha saputo far breccia in questi primi giorni sul soglio di Pietro.

Francesca Polacco

Ti potrebbe interessare

logo ansa
fondazione roma

ARTICOLI PIU' LETTI

Carlo Chianura
Direttore delle testate e dei laboratori
Fabio Zavattaro
Direttore scientifico
@Designed & Developed by Bedig