WASHINGTON – Inserire un giornalista “in una chat riservata del Pentagono” è un caso “imbarazzante”. Ecco perché “andremo fino in fondo” per capire cos’è accaduto. Mike Waltz, consigliere per la sicurezza nazionale Usa, fa mea culpa sulla vicenda chatgate che ha gettato nel caos la Casa Bianca.
Il consigliere di Donald Trump ha dichiarato di aver chiesto aiuto persino a Elon Musk per provare a capire come il giornalista del The Atlantic, Jeffrey Goldeberg, sia finito nella chat di gruppo sull’applicazione Signal nella quale membri dell’amministrazione americana si scambiavano notizie riservate sulla sicurezza nazionale come quelle sull’attacco alle basi degli Houthi in Yemen.
Nelle chat Trump d’accordo con Vance: “Europei parassiti”
Rispondendo a una domanda dopo le affermazioni del suo vice, JD Vance, riguardo agli europei “scrocconi”, emerse dalle chat, Trump ha detto di condividere quel pensiero: “Sono d’accordo con lui, sono dei parassiti, lo sono stati per anni”.
Trump ha quindi difeso l’app Signal al centro dello scandalo giustificando la fuga di notizie così: “Lo fanno tutti, anche in ambiente militare”, soprattutto “quando si è fuori dalla Situation Room.” Ma non ha risparmiato attacchi al giornalista dell’Atlantic responsabile di aver fatto del “male agli americani” con le sue rivelazioni.