Sono più di venti giorni che non si hanno notizie di Domenico Quirico. L’inviato della Stampa scomparso in Siria, intorno al quale si è attivato un circuito internazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica.«Da venti giorni abbiamo perso i contatti con il nostro inviato in Siria per una serie di reportage dalla zona di Homs», ha scritto il direttore del quotidiano Mario Calabresi sul sito web de La Stampa. «Due settimane di ricerche, fatte in modo silenzioso e riservato ma in ogni direzione, coordinate dall`Unità di crisi della Farnesina, non hanno dato sinora alcun risultato concreto e così abbiamo condiviso con le autorità italiane e la famiglia la decisione di rendere pubblica la sua scomparsa». Al quotidiano sono abituati ai silenzi di Quirico. «L`ultima volta che era stato in Mali non lo avevamo sentito per sei giorni» ha dichiarato Mario Calabresi. La strategia di Quirico è viaggiare da solo, tenendo un profilo bassissimo e mimetizzandosi tra le popolazioni, al punto di condividere con un gruppo di profughi il rischio della traversata in barcone tra la Tunisia e Lampedusa. In accordo con la famiglia dopo sei giorni di silenzio il 15 aprile è stata avvisata l`Unità di Crisi della Farnesina del viaggio di Quirico e del suo silenzio. «La scelta di non dare notizia e non pubblicizzare la scomparsa è stata presa, in accordo con le autorità italiane, per evitare di attrarre l`attenzione su Domenico in una zona ad alto rischio di sequestri – ha voluto specificare Calabresi -. Nell`ipotesi che potesse essere in una situazione di difficoltà e cercasse di uscire, ci è stato spiegato che era bene non dare visibilità alla sua presenza». Fonti della Farnesina confermano che «il ministero è ancora impegnato, in costante contatto con il quotidiano torinese e con la famiglia del giornalista, per chiarire la vicenda». Le stesse fonti, precisano che «il ministro Bonino segue personalmente il caso», sottolineando che «la Farnesina sta operando attraverso l’Unità di Crisi e in raccordo con tutte le strutture dello Stato interessate». Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha voluto «condividere l’ansia per la sorte dell’inviato de ‘La Stampa’. L’ho conosciuto sul campo, un campo quasi sempre segnato dalla guerra e dalla devastazione». La FNSI, la Federazione Nazionale della Stampa, ha voluto far arrivare dei segnali di solidarietà. Dal 30 aprile l’home page apre con l’appello alla liberazione di Domenico Quirico. Invitando a indossare un nastrino giallo come segno tangibile per manifestare la solidarietà.
Ancora nessuna notizia di Domenico Quirico, il giornalista de La Stampa scomparso in Siria da più di venti giorni
06 Maggio 2013123