Si chiama Claudio Giardiello ma ieri mattina non ha commesso alcun reato né tantomeno ucciso qualcuno. È un poliziotto di 44 anni e la sua unica colpa è quella di essere un omonimo del killer del Tribunale di Milano. Purtroppo per lui, tanto è bastato per far cadere due importantissime testate nazionali, il Tg1 e il Messaggero, nel più banale – sebbene gravissimo – degli errori: lo scambio di persona. Gli incauti cronisti, infatti, subito dopo l’accaduto si sono precipitati su Facebook e hanno estratto la foto profilo del primo Claudio Giardiello apparso nella ricerca, evidentemente senza alcuna verifica della corrispondenza.
La clamorosa gaffe è stata scoperta dal telegiornale satirico Striscia la notizia, che ieri sera ha rimandato in onda tutti i servizi sbagliati trasmessi durante la giornata sia dal Tg1 sia dal programma pomeridiano La vita in diretta. L’appello finale lanciato agli spettatori dal programma di Antonio Ricci è stato quello di dimenticare in fretta la faccia del Giardiello sbagliato. Peccato che, in barba al diritto all’oblio, anche mentre scriviamo e a diverse ore dalla messa in onda del servizio di Striscia la notizia, dai motori di ricerca è ancora possibile trovare l’articolo del Messaggero con la fotografia errata.
Non è la prima volta che gli organi di stampa si confondono sull’identità dei protagonisti di fatti di cronaca. Poche settimane fa, diverse testate avevano diffuso la fotografia di un impiegato di un’azienda bernese spacciandolo per il copilota dell’airbus Germanwings Andreas Lubitz.
Roberto Rotunno