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Fiumicino e il nuovo porto crocieristico, incubo ecomostro

di Elisabetta Guglielmi17 Marzo 2025
17 Marzo 2025
Porto di Fiumicino

Progetto per il porto di Fiumicino

Una colata di cemento si estende per 500 metri in prossimità dell’area del futuro porto crocieristico di Fiumicino, oscurando l’orizzonte e segnando un confine invalicabile tra la strada e il mare. Realizzato in una notte nell’area di Isola Sacra, il muro è un segnale tangibile di un dibattito aperto tra idee divergenti. Una barriera che divide chi confida in una nuova opportunità turistica da chi teme l’inquinamento di un porto crocieristico.

Con un investimento di 500 milioni di dollari il porto di Fiumicino accoglierà le navi delle classi Oasis e Icon of the Seas, garantendo ormeggi per 750 imbarcazioni e 40 yacht, oltre a spazi commerciali e a un hotel. Il porto trasformerà il panorama turistico e commerciale della regione, anche se Isola Sacra, borgo di Fiumicino, non sembra un posto in grado di attrarre turisti. Case basse dove la vita ha la quiete di una cittadina di provincia, in un ambiente costiero alla foce del Tevere. Eppure è questo il sito scelto per il nuovo porto della Fiumicino Waterfront, società di proprietà della compagnia di crociere Royal Caribbean e del fondo di investimento britannico Icon Infrastructure.

I primi indizi sulla realizzazione ci sono già. Tra il 4 e il 5 marzo 2025 barriere in cemento sono state erette davanti al faro di Fiumicino. Sistemata tra l’acqua e i “bilancioni” rimasti all’ombra del vecchio porto, la muraglia sbarra l’accesso al bagnasciuga. La barriera, parte dei lavori preliminari per il porto, ha riacceso il dibattito pubblico sul tema. L’opera ha attirato l’attenzione oltremanica: le pagine di The Guardian riportano la protesta dei cittadini contro l’approdo delle navi entro novembre. Ma quale è la storia del progetto?

C’era una volta il porto di Fiumicino

Sulla costa di Isola Sacra si estende per 800 metri quello che rimane di un molo mai completato. Il consorzio Iniziative Portuali Porto Romano aveva ricevuto nel 2010 dalla Regione Lazio una concessione di 90 anni per costruire un porto turistico alla foce del Tevere. Il cosiddetto “Porto della Concordia” non fu però completato a causa di vicende giudiziarie che portarono al fallimento della società. Nel 2022 la Royal Caribbean, multinazionale statunitense, tra le più grandi società di crociere al mondo, ha acquisito all’asta la concessione dell’area. Una revisione dei progetti ha reso il porto turistico anche crocieristico. Approvata con il governo Draghi, l’opera ha ricevuto il sostegno dell’attuale governo che l’ha inserita nel Dpcm 06/23 tra gli interventi da realizzare per l’anno giubilare.

L’inclusione in questa lista ha permesso di velocizzare l’iter di approvazione, dato che i progetti per l’anno santo beneficiano di semplificazioni nell’assegnazione degli appalti. Come ricorda a Lumsanews David Di Bianco, del comitato “Tavoli del Porto” contrario al progetto, “il decreto ha aperto la strada a una corsia di accelerazione rispetto agli iter normali”. La legge ambientale italiana prevede che “per progetti così complessi prima della valutazione di impatto ambientale serva una valutazione ambientale strategica, la Vas”, spiega Di Bianco.

Le fasi del progetto

Il soggetto esecutore Fiumicino Waterfront S.r.l, del Gruppo Royal Caribbean, ha acquisito la concessione demaniale per realizzare il porto turistico di Fiumicino. La Vas è iniziata nell’ottobre 2023. Il 16 gennaio 2025 il ministero dell’Ambiente ha dato il via libera alla realizzazione del progetto. Le fasi includono la creazione, entro l’estate 2025, di un approdo e di due darsene per le navi da crociera e spazi commerciali di oltre 7.000 metri quadrati.

Nel programma degli interventi giubilari, pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, si legge che il progetto originale “è stato rivisitato sotto il profilo della sostenibilità ambientale, a seguito di interazioni con le amministrazioni”. Un motivo in più per alcune associazioni per essere convinte che il progetto urbanistico avrà un ritorno economico e occupazionale sul territorio. Il comitato “Il Timone” ne è convinto: “Si tratta di un progetto fondamentale per lo sviluppo futuro del nostro territorio, che realizzerà una nuova marittimità della città di Roma”, sostiene il presidente Giampaolo Nardozi.

Il progetto del porto di Fiumicino | Tavoli del Porto

Lo studio di fattibilità: tra approvazioni e prescrizioni

Nel 2019 Royal Caribbean ha presentato alla Regione Lazio lo studio di fattibilità per introdurre la funzione crocieristica e aggiornare l’iniziativa agli standard di sostenibilità ambientale e architettonici. Acquisita la concessione a inizio 2022, la Fiumicino Waterfront ha avviato i lavori di messa in sicurezza dell’area. Tuttavia solo il 10 ottobre 2024 è stato emesso il parere in merito alla valutazione di impatto ambientale (Via) per gli interventi per la realizzazione del porto. Secondo il ministero, prima di ottenere parere favorevole, il progetto dovrà essere modificato in 17 delle sue parti. Un elemento che si aggiunge a un parere dell’Antitrust, secondo cui il Comune di Fiumicino dovrà rifare la gara per la concessione marittima.

Nel parlare di futuro, non si può non affrontare anche il destino delle concessioni balneari, nodo cruciale per il settore. Come evidenzia Marzia Marzoli, presidente del Sindacato italiano balneari, “le procedure di gara sono un’incognita. Senza certezze normative, il rischio è uno stravolgimento del tessuto economico e sociale delle località balneari, con conseguenze su imprese e territorio”.

La minaccia dei due porti e il futuro della costa laziale

“Un territorio fragile” da valorizzare e non cementificare, sottolinea la giornalista e attivista di Italia Nostra Anna Longo, considerando che alla “minaccia del porto di Isola Sacra si aggiunge quella del porto commerciale di Fiumicino Nord”. Due porti distanti tra loro solo due chilometri, con impatti “sull’aria, sulla sedimentazione e sul sito di interesse comunitario”. A ricordarlo è il biologo ambientale Claudio Passantino. L’inquinamento dell’aria, l’erosione del litorale e l’impatto sull’ecosistema marino e fluviale sono tra i problemi che il progetto comporterà. A oggi non si conosce il futuro della costa laziale, ma la barriera di cemento segna l’inizio di un cambiamento irreversibile in un luogo “simbolico per chi è cresciuto sul territorio”.

In questo placido luogo di provincia la quiete presto lascerà il posto al caos di una città portuale, l’ombra del vecchio faro scomparirà dietro l’ombra delle navi da crociera. I benefici che potrebbero derivare dallo sviluppo economico della costa ripagheranno gli effetti collaterali provocati da inquinamento dell’aria e impatto sull’ecosistema marino e fluviale? La questione rimane aperta, come aperto rimane il dibattito tra due posizioni divergenti, divise da un muro che non è e non può essere solo una barriera in cemento.

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