ROMA – La proposta migliore per l’acquisto dell’ex Ilva di Taranto arriva dalla compagnia azera, capeggiata da Baku Steel e sostenuta dal governo dell’Azerbaijan. A confermarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso parlando a margine dell’evento Cosmoprof a Bologna. “I commissari mi hanno preannunciato che nella giornata di oggi invieranno una richiesta formale per essere autorizzati a un negoziato con il soggetto internazionale che ha fatto la proposta migliore”, ha rilevato il ministro.
Si apre ora la fase del negoziato, la più “importante e decisiva”, dichiara Urso. In questa seconda fase di negoziazione si dovrebbe definire nei dettagli la quota statale del 10% a favore dell’agenzia governativa Invitalia. Secondo quanto rilevato dal Sole 24 Ore la proposta della compagnia di Baku prevede una volta confermata l’acquisizione una diminuzione dell’occupazione a circa 7 mila unità. Una riduzione quindi rispetto agli iniziali 100 mila operatori che l’acciaieria in passato aveva.
Venerdì a Potenza l’udienza preliminare
Nel frattempo, comincerà venerdì 21 marzo a Potenza l’udienza preliminare del maxi processo “Ambiente svenduto”, sul presunto inquinamento dell’ex Ilva di Taranto. Il processo – che è stato trasferito a Potenza dopo l’annullamento pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto della sentenza di primo grado con le 26 condanne inflitte a maggio 2021 – ripartirà da zero e vedrà coinvolti 23 imputati, tra i quali l’ex governatore pugliese Nichi Vendola e tre società, e tre responsabili civili: la Regione Puglia, la “Riva Forni elettrici spa” e la “Partecipazioni industriali spa in as”.