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HomeCronaca Emergenza amianto a Roma, l’allarme dell’Osservatorio: “Una situazione preoccupante”

Emergenza amianto a Roma
L'allarme dell'Osservatorio
"Una situazione preoccupante"

Bonanni, "È una strage che va fermata"

In città 900 edifici ancora contaminati

di Vincenzo Cimmino25 Febbraio 2025
25 Febbraio 2025

Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio nazionale amianto

Dopo il caso Rai, si riaccendono i riflettori sull’amianto. Nella Capitale sono ancora più di 900 le strutture pubbliche che contengono la sostanza tossica. Ne abbiamo parlato con Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto che da più di 25 anni si dedica alla rappresentanza e alla tutela legale delle vittime dell’amianto.

A Roma la stima delle strutture pubbliche ancora da bonificare si avvicina al migliaio. Quali sono le zone più colpite? 

“Sicuramente le zone industriali e artigianali dei quartieri periferici, come Roma Est, la Magliana e l’Eur. Qui l’uso di amianto è stato abnorme. Alcuni siti fanno parte ormai dell’archeologia industriale e sono dismessi con il loro carico di morte. L’amianto era presente anche nell’aeroporto di Fiumicino e Ciampino, per l’uso nelle aeromobili. Lo stesso alla stazione Termini, ormai bonificata. Molte scuole sono state bonificate anche grazie all’intervento dei nostri volontari e delle nostre segnalazioni, ma c’è ancora tanto da fare”.

C’è abbastanza consapevolezza sull’amianto e i suoi rischi? 

“Non sono ancora diffuse le giuste informazioni ai cittadini sul rischio di contrarre malattie da amianto, che sono quasi sempre mortali e insorgono dopo un lungo periodo di latenza. Mai manipolare l’amianto, specialmente senza protezioni, perché ciò potrebbe risultare mortale a distanza di decenni”. 

Che cosa si intende quando si parla di danni da mesotelioma?  

“Abbiamo i danni fisici e quelli psicologici. Il mesotelioma non lascia scampo, si deve tenere conto anche della sofferenza che nel nostro caso viene dalla consapevolezza della diagnosi e prognosi mortale”. 

Quando è previsto il risarcimento danni da amianto e in cosa consistono gli indennizzi? 

“Occorre innanzitutto dimostrare il nesso di causalità e la colpa. Si deve tener conto dell’esito quasi sempre mortale di queste malattie, è risarcibile anche il danno terminale. Il primo passo è sempre quello di chiedere l’indennizzo INAIL, cui si aggiunge in questo caso anche la prestazione del Fondo Vittime Amianto”. 

Cosa ne pensa della normativa italiana e come stanno lavorando le istituzioni per risolvere il problema?

“La normativa italiana è complessa e per certi versi ambigua. Una parola chiara è stata affermata dalla Corte di Cassazione sul divieto di esposizione a prescindere dalla dose e soglia. Ora, l’UE ha imposto di abbattere le soglie a 10 fibre/litro per l’esterno e 0,2 fibre/litro per l’interno. Queste soglie così ridotte dimostrano che in precedenza ci fu poca attenzione, anche da parte delle istituzioni comunitarie”. 

Quali sono i casi che ricorda maggiormente e che ha dovuto affrontare contro l’amianto? 

“Questo killer provoca ogni anno circa 7.000 decessi e 10.000 nuovi malati. Ho assistito circa 20.000 vittime dell’amianto in questi 25 anni. Molti sono mancati anche subito dopo aver iniziato il percorso di tutela legale. Anche due miei familiari, purtroppo, sono deceduti per mesotelioma, dopo un’agonia di circa 2 mesi. L’amianto uccide e il mesotelioma uccide ancora di più. Ricordo Roberto Persich, venuto a mancare il 1 agosto 2008. Non sapeva di dover morire, perché pensava di aver superato la fase critica, invece, è morto a poco più di 45 anni. È uno dei tanti casi tristi, tragici e drammatici. Si tratta di una strage inaccettabile che dev’essere fermata”.

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