ROMA – Alla ricerca dell’intesa sul nuovo documento di finanza pubblica. A maggioranza e opposizione serve tempo per costruire un accordo sul prossimo Def. Le opposizioni – Pd, M5s, Azione su tutti – sono in pressing per chiedere più dati sulle entrate, saldi strutturali e previsioni. Al vaglio l’ipotesi di una risoluzione di maggioranza.
La trattativa per il Def riformato di aprile
Giovedì 20 marzo al Senato non è stata raggiunta l’intesa sui contenuti della prima verifica sul piano di bilancio. Il calendario però stringe. L’Apr – la relazione annuale sui progressi nell’attuazione del Piano strutturale – andrà presentata alle Camere entro il 10 aprile, per poi essere inviata a Bruxelles alla fine dello stesso mese. Le opposizioni in coro vogliono l’allargamento dell’orizzonte temporale delle previsioni e l’inserimento nel quadro programmatico delle richieste congiunte. Lunedì ci sarà la riunione che si annuncia come decisiva. L’accordo in Parlamento serve a condividere il percorso per l’esame e l’approvazione dei documenti chiave di finanza pubblica.
I contenuti
Ma cosa si decide? La qualità e la quantità delle informazioni sulle prospettive macroeconomiche, come la dinamica della crescita. Ma anche le prospettive di finanza pubblica come deficit, debito e la spesa primaria. Governo e maggioranza si sono detti intenzionati ad andare oltre, offrendo le previsioni tendenziali per i due anni dopo l’attuale e “le informazioni di dettaglio sui risultati e sulle previsioni dei conti dei principali settori di spesa”. Le opposizioni però chiedono di più. L’obiettivo è replicare l’orizzonte triennale, oltre che sull’anno corrente, del vecchio Def e ottenere una serie di informazioni aggiuntive. Su tutte quelle relative alle entrate derivanti da misure discrezionali – quelle che governi e parlamenti varano con provvedimenti legislativi – e dei saldi strutturali necessari per stimare la traiettoria del rapporto debito Pil. Ma anche verificare i parametri di riferimento nella procedura di disavanzo eccessivo.
Come ha reagito il governo
Pd, 5 stelle, Azione e il deputato dei Liberaldemocratici, Luigi Marattin, si dividono su un punto: il deputato chiede di aggiungere le cosiddette politiche invariate, i dem puntano al quadro programmatico. Tutti insieme però chiedono al Mef di avere i contenuti informativi attualmente previsti per il Def. Il ministero dell’Economia preparerà una relazione illustrativa per indicare le richieste delle opposizioni che saranno accolte e quelle che non potranno essere recepite. Per tutte sarà riportata una motivazione. Il governo comunque ha pensato anche a un piano b: una risoluzione di maggioranza. L’alternativa è il ritorno forzato al vecchio Def nella forma limitata ai tendenziali e all’analisi di finanza pubblica. Mentre aumentano le incognite economiche a seguito dei possibili risvolti del riarmo europeo sulle spese, la partita tutta interna sul bilancio è appena cominciata.