WASHINGTON – La tempesta economica annunciata da Donald Trump ha messo l’Europa nel mirino. “Imporremo dazi del 25% su auto e non solo”, ha annunciato il presidente Usa durante il primo consiglio dei ministri della sua nuova amministrazione. “L’Unione europea è stata formata per fregare gli Usa”, ha aggiunto. I dettagli della stangata non sono ancora noti, ma Trump non sembra intenzionato a fermarsi.
La replica di Bruxelles: “Reagiremo con fermezza”
Non tarda ad arrivare la replica di Bruxelles: “Siamo pronti a reagire con fermezza, l’Unione è stata una manna per gli Usa”, ha detto un portavoce della Commissione dopo l’attacco. Inoltre, è stato sottolineato che gli investimenti statunitensi in Europa sono altamente redditizi e le aziende americane non possono perdere un mercato del genere che alimenta i loro affari. “Il commercio transatlantico di beni e servizi ammonta a oltre 1,5 trilioni di dollari l’anno, il più grande al mondo”, afferma Bruxelles.
A commentare la minaccia anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Sui dazi tuteleremo i nostri interessi e le imprese. Ne parleremo con l’Ue per tutelarci, ma senza deteriorare il rapporto con gli Stati Uniti”. La scelta di Trump preoccupa anche il ministro delle Imprese Adolfo Urso: “L’Italia è ovviamente preoccupata per un’escalation e un’eventuale guerra commerciale. Perché noi siamo un grande Paese esportatore”. Sul piano internazionale, anche il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov mostra le sue perplessità, nonostante il recente riallineamento con Washington: “Dazi? Le guerre commerciali danneggiano tutti i paesi”.
Lo schiaffo di Rubio all’Ue: niente incontro con Kallas
Mentre Trump attacca l’Europa, il “suo” segretario di Stato Marco Rubio volta le spalle all’Unione. Rubio, infatti, ha rifiutato l’incontro con Kaja Kallas, Alta rappresentante Ue. Kallas era atterrata a Washington ieri per questo incontro concordato. Rubio, però, ha deciso improvvisamente e senza apparente motivo di non riceverla. Un chiaro affronto diplomatico.
Anche Canada e Messico nel mirino di Trump
Intanto, il segretario al Commercio americano Howard Lutnick ha dichiarato che Canada e Messico potrebbero dover affrontare nuovi dazi a partire dal 2 aprile. Senza dimenticare quelli del 25% già annunciati da Trump su immigrazione e droga. Si tratta, però, di due questioni distinte. In un’intervista a Fox News Lutnick ha spiegato che i “primi” dazi vogliono frenare l’utilizzo di fentanyl, i “nuovi”, invece, sarebbero personalizzati per i due Paesi.