L’amianto è stato utilizzato ovunque, ma cos’è? A spiegarlo a Lumsanews è Corrado Magnani, docente di Statistica Medica all’Università del Piemonte Orientale, epidemiologo esperto in problemi delle patologie da amianto e consulente del Pubblico ministero nel Processo Eternit.
Professore, che cos’è l’amianto?
“L’amianto è un materiale presente in molti giacimenti in natura, ha una struttura fibrosa a vederlo una volta che ha passato ovviamente tutti i processi di selezione e di preparazione della fibra dà un’idea di una lana piuttosto grossolana, giusto per intenderci. In un articolo avevano censito 3000 suoi utilizzi”.
Quali sono i rischi per chi viene in contatto con questo materiale?
“Bisogna distinguere l’esposizione ad amianto per via inalatoria – la meglio conosciuta perché la via di esposizione più comune e più importante – dalla contaminazione tramite ingestione ad esempio, poiché ci sono acque che sono passate su letti di rocce che contenevano fibre di amianto. Prima di tutto abbiamo la fibrosi polmonare che si chiama asbestosi, che è stata la prima patologia a essere riconosciuta. Poi vengono i tumori. In particolare i tumori del polmone, i tumori della pleura e del peritoneo, i mesoteliomi, i tumori dell’ovaio e i tumori della laringe”.
Quanto incide l’amianto sulla diffusione di questi tumori?
“Per quanto riguarda i mesoteliomi si parla del 95%, praticamente praticamente tutti. Per quanto riguarda il tumore del polmone siamo sull’ordine del 10%. Ovviamente dipende molto da quanto era la frequenza di esposizione. Se parliamo di una fabbrica in cui tutti usavano l’amianto, come la Eternit di Casale, la proporzione di tumori del polmone causati dall’amianto cresce di molto, fino addirittura a coincidere con la metà dei casi”.
Quanto è importante l’informazione sull’amianto?
“Noi dobbiamo fare informazione che genera comprensione dei problemi e dei loro effetti di maggior pericolo, ma questo non deve sfociare in mero allarmismo. Non risolve tutto con con la paura. È un punto complesso perché c’è un’informazione sulla pericolosità che spesso è sentita in modo eccessivo. Le persone si sentono in pericolo anche solo perché sono passate davanti a un pannello di Eternit. Ma un conto è il passarci davanti una volta, un conto è lavorare col pannello di Eternit”.