LONDRA – “Chi fermerà la musica?” cantavano i Pooh nel 1981. La risposta arriva con qualche anno di ritardo: l’intelligenza artificiale. Nel Regno Unito è infatti battaglia, con star del calibro di Elton John, Paul McCartney, Kate Bush e Annie Lennox schierate contro l’Ia. Il malcontento è esploso dopo la proposta – avanzata dal governo laburista – di garantire il ricorso libero all’Intelligenza artificiale sulle creazioni altrui, con l’obiettivo di migliorare le sue funzioni creative, eludendo le licenze a tutela dei prodotti.
E il diritto d’autore? L’esecutivo a guida Keir Starmer mira a introdurre nuove direttive in base alle quali dovranno essere i singoli autori – musicisti, attori, registi, scrittori e così via – a esplicitare il divieto di utilizzare le loro opere. Nelle intenzioni del governo c’è la volontà di mettere maggiori regole all’interno dell’industria creativa britannica e chiedere più trasparenza ai fornitori di modelli di Ia sul materiale che attualmente viene usato come “addestramento”.
Così la musica risponde con un disco muto. Con un silenzio che vuole essere assordante, accompagnato dall’appello pubblicato sul Times da oltre mille firmatari. Cantanti come Sting, Damon Albarn, Ed Sheeran, Dua Lipa, ma anche scrittori quali Kazuo Ishiuro, Michael Morpurgo ed Helen Fielding. I Mille delle arti britanniche si sono uniti e hanno lanciato l’album “Is This What We Want?” (“È questo ciò che vogliamo?”).
“La proposta del governo consegnerebbe il lavoro di una vita svolto dai nostri musicisti alle società di intelligenza artificiale gratuitamente”, ha affermato Ed Newton-Rex, organizzatore dell’iniziativa che ha raccolto unito tutto il Gotha della creatività targato Uk. “È un piano disastroso e del tutto inutile”. Tra i primi a lanciare l’allarme era stato McCartney, leggenda dei Beatles che aveva denunciato la situazione in un’intervista data il mese scorso alla BBC.