ROMA – Prosegue oggi a Bruxelles il Consiglio europeo iniziato ieri 20 marzo. Si riaccendono i riflettori sui leader dell’Ue che sono riusciti a trovare un accordo sulla difesa, sulla competitività e sui migranti. Restano invece ancora senza intesa le trattative per il debito e gli strumenti per finanziare l’aumento delle spese. “Il Consiglio europeo”, si legge nelle conclusioni del vertice, “esorta a un’accelerazione del lavoro su tutti i filoni per rafforzare con decisione la capacità di esser pronti entro cinque anni”.
La difesa
Quello della difesa si conferma ancora una volta un tema caldo. Proprio ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha illustrato il “Libro bianco” e il “Readyness2030”, che include il Rearm Europe. Su spinta di vari Stati, tra cui anche l’Italia, è stato aggiunto al testo un paragrafo in cui si sottolinea che il piano dovrà essere “complementare alla Nato, che rimane il fondamento della difesa collettiva”.
Il no dell’Ungheria
Lavorare in fretta, accelerare proprio sulla sicurezza, punti che sembrano mettere d’accordo tutti, eccetto, ancora una volta, l’Ungheria di Viktor Orbán. Era già accaduto il 6 marzo scorso che il veto del politico ungherese a sfavore di Kiev bloccasse l’Unione. Per aggirare il problema, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha fatto inserire le determinazioni dei leader europei all’interno di un documento separato da quello che riporta le conclusioni finali del vertice, firmato da tutti, meno che dal premier magiaro. Una partita che deve essere necessariamente chiusa entro il summit Nato previsto per giugno.
I volenterosi
Mentre a Bruxelles si pensa alle strategie da attuare, il presidente francese Emmanuel Macron convoca un nuovo vertice della cosiddetta “coalizione dei volenterosi” sull’Ucraina. L’appuntamento è fissato a Parigi il prossimo 27 marzo, atteso anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Inoltre, secondo indiscrezioni raccolte dal Telegraph, a Parigi si starebbe valutando, in alternativa ai volenterosi, l’invio di truppe europee a tutela di un futuro accordo di pace tra Kiev e Mosca. Forze armate sotto la guida dell’Onu.
Washington e Mosca a Riad
Restano confermati i colloqui previsti per il 24 marzo tra Russia e Stati Uniti a Riad. Lo ha affermato il consigliere del presidente Vladimir Putin Yuri Ushakov, aggiungendo di aspettarsi “discussioni fruttuose”. Come riportato dalla Tass, già il 19 marzo scorso Ushakov e il consigliere per la sicurezza nazionale americano Michael Waltz avevano avuto una conversazione telefonica nel corso della quale hanno parlato delle delegazioni statunitense e russa che si incontreranno nei prossimi giorni.