La Corte dei Conti della Lombardia ha condannato in solido l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, gli ex vertici della Fondazione Maugeri, Umberto Maugeri e Costantino Passerino, la Fondazione stessa, il presunto faccendiere Pierangelo Daccò e l’ex assessore Antonio Simone, al risarcimento di un danno erariale di quasi 47,5 milioni per il caso Maugeri a favore della Regione Lombardia.
I sequestri già effettuati, tra cui vitalizi e pensione dell’ex Governatore, sono stati convertiti in pignoramento.
I giudici contabili hanno accolto parzialmente la domanda della Procura della Corte dei Conti, che aveva chiesto un risarcimento da 60 milioni, riconoscendo la fondatezza dell’accusa e accertando l’esistenza di un complesso sistema illecito e di una rete di società italiane ed estere che facevano da tramite per drenare elevati importi di denaro, erogati alla Fondazione Maugeri dalla Regione Lombardia a titolo di remunerazione delle cosiddette “funzioni non tariffabili sanitarie”.
La sentenza del caso Maugeri
Formigoni e gli ex vertici
devono restituire 47 milioni
Sequestri convertiti in pignoramento
Accertato un complesso sistema illecito
17 Settembre 2019
Una foto d'archivio dell'ex presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, durante una conferenza stampa svoltasi su una terrazza con vista sul palazzo della Regione, l'11 aprile 2014 a Milano. ANSA/DANIELE MASCOLO
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