«Se parlo del centro di accoglienza di Mineo cade il governo». Sono poche parole e molto generiche quelle pronunciate lo scorso 31 marzo da Salvatore Buzzi davanti ai pm, ma dall’enorme impatto politico. Il ras delle cooperative sociali arrestato a dicembre nella prima ondata di Mafia Capitale non ha voluto aggiungere altro e ha persino chiesto di spegnere il registratore ai magistrati, che ovviamente non hanno acconsentito in quanto si sarebbe trattato di una procedura contraria alla legge. Tuttavia, quanto affermato da Buzzi sembra di fatto aver aperto la pista che ha portato al coinvolgimento di un membro del governo: il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione (Ncd), che risulta indagato per turbativa d’asta proprio nell’ambito degli appalti per la gestione della struttura nella provincia di Catania.
Lavori al Campidoglio, sei arresti. Intanto Mafia Capitale arriva anche nei lavori di appalto al Campidoglio. Sei persone sono state arrestate, secondo l’Ansa, per presunti appalti truccati: tra le gare nel mirino anche quella relativa al restauro dell’aula Giulio Cesare del Campidoglio, quella dove si riunisce il Consiglio comunale di Roma. La gara sarebbe stata affidata a trattativa privata a Fabrizio Amore, imprenditore coinvolto in Mafia Capitale.I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Roma che contesta agli arrestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata e continuata in danno del comune di Roma, falso, turbativa d’asta, emissione e utilizzo di fatture false, indebite compensazioni d’imposta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte con l’aggravante del reato transnazionale, commesso in Roma, Lussemburgo e altrove. Una ventina sono invece le persone indagate.
«Carminati? Una brava persona». Ieri l’ex capo della cooperativa 29 giugno è anche tornato a parlare di Massimo Carminati, l’ex terrorista nero considerato a capo della cupola mafiosa che ha messo le mani su Roma. «È una brava persona, con me si è comportato sempre bene», ha detto Buzzi durante l’udienza di ieri. Le stesse parole che aveva pronunciato durante l’interrogatorio di due mesi fa, quando si disse anche convinto che Carminati potesse essere un imprenditore “legale”. E sulle tangenti all’ex braccio destro di Walter Veltroni, Luca Odevaine, e ad altri, la spiegazione è ancora più bizzarra: si sarebbe trattato di aiuti e prestiti a persone in difficoltà economiche sopravvenute dopo la fine dei matrimoni.
Penalisti: «Basta sbattere il mostro in prima pagina». Intanto c’è anche chi non gradisce il modo in cui la stampa si sta occupando dell’inchiesta. Gli avvocati dell’Unione camere penali, infatti, hanno scritto una nota nella quale si lamentano della tendenza dei giornali a pubblicare fotografie di personaggi indagati o arrestati “alla faccia del principio di non colpevolezza”. La promessa dei penalisti è quella di non fare più sconti ai cronisti che violeranno le disposizioni in materia del codice di procedura penale e le dcisioni del Garante della privacy. “Segnaleremo ai procuratori della Repubblica e agli ordini dei giornalisti queste violazioni e ci appelleremo a tutti gli organi dello stato perché venga respinto questo modo di fare informazione”, conclude il comunicato.
Roberto Rotunno