HomeCronaca Arresti ex-ASPI, ai domiciliari Castellucci e crollo in Borsa Atlantia

Arrestati ex dirigenti Aspi
Ai domiciliari Castellucci
Atlantia crolla in Borsa

La Procura di Genova dispone 6 misure

ai domiciliari l'ex amministratore ASPI

di Francesco Fatone11 Novembre 2020
11 Novembre 2020

In mattinata la Guardia di Finanza ha eseguito una serie di misure cautelari nei confronti di ex vertici e di attuali manager di Autostrade per l’Italia. Le misure cautelari riguardano sei persone con l’accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture.

I tre dirigenti interdetti per un anno sono Stefano Marigliani, direttore del primo tronco di Autostrade ora trasferito a Milano, Paolo Strazzullo, responsabile delle ristrutturazioni pianificate sul ponte Morandi e Massimo Meliani di Spea. Mentre ai domiciliari l’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci.

L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Genova ed è stata avviata a seguito dell’analisi di alcuni documenti acquisiti durante lo svolgimento delle indagini sul crollo del ponte Morandi. I documenti che la Guardia di Finanza ha acquisito e analizzato riguardano problemi di sicurezza, sulle barriere fonoassorbenti montate sull’intera rete autostradale.

Nell’ordinanza del gip che ha disposto gli arresti domiciliari e tre interdizioni è riportato che le strutture presentavano errori di progetto che mettevano in pericolo la sicurezza degli automobilisti. Riflessi negativi in Borsa per Atlantia dopo i fatti di questa mattinata: la società per azioni va in asta di volatilità e perde il 5,12% a seguito dell’arresto di Giovanni Castellucci.

Resta acceso il dibattito sulle concessioni autostradali. Oggi, in una nota congiunta i deputati 5Stelle della Commissione Ambiente e della Commissione Trasporti hanno definito le notizie che arrivano dalla Procura di Genova “oltre che gravissime, inquietanti”. I deputati pentastellati ribadiscono nella stessa nota la necessità di rivedere quanto prima il sistema delle concessioni.

Su Facebook è intervenuto anche il viceministro al Mise Stefano Buffagni: “La giustizia farà il suo corso ma certa politica e certa stampa dovrebbero smetterla una buona volta di difendere l’indifendibile. Andremo fino in fondo”.

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