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Ancora molestie sessuali nella Capitale: una ragazza importunata da un tassista, un’altra da un ubriaco

di Corinna Spirito03 Giugno 2015
03 Giugno 2015

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Roma è ancora teatro di aggressioni ai danni di giovani donne. Due le ragazze molestate negli ultimi giorni, subito dopo aver finito di lavorare. La prima è una cameriera di diciannove anni che è stata avvicinata da un uomo mentre aspettava l’autobus. Aveva appena finito il turno nell’albergo in cui lavora ed era alla fermata per prendere il mezzo pubblico che ogni giorno la riporta a casa. Un uomo, visibilmente ubriaco, l’ha scambiata per una prostituta e ha iniziato a importunarla. Prima ha fermato la sua auto chiedendole il prezzo delle prestazioni, poi è passato alle maniere forti. Si è sbottonato la camicia e l’ha bloccata con l’intenzione di portarla in un posto più appartato. A niente sono valsi i tentativi della ragazza di farlo ragionare e convincerlo che non si trovava di fronte a una prostituta: soltanto nervi saldi, lucidità e l’aiuto di qualche passante l’hanno salvata dal tentativo di stupro. La diciannovenne è riuscita a divincolarsi dalla presa dell’uomo, probabilmente poco salda a causa dello stato di ubriachezza, per poi correre via. L’uomo l’ha rincorsa, ma la giovane è salita a bordo di un auto in cui viaggiavano dei conoscenti, mentre una passante che aveva assistito alla scena ha chiamato il pronto intervento della polizia. Le forze dell’ordine sono intervenute bloccando e arrestando l’ubriaco, dopo essersi accertati delle condizioni della donna.

Sventato il peggio anche per una trentenne, che, qualche giorno fa, ha subito delle molestie sessuali a bordo di un taxi in piena notte. Era diretta all’aeroporto di Ciampino, una corsa di venti minuti, diventata un vero incubo per la donna. Non appena messa in moto l’auto, il tassista si è tirato giù i pantaloni e ha iniziato a masturbarsi, sotto gli occhi della cliente che temeva  di diventare vittima di una violenza sessuale. Nonostante lei cercasse di conversare, proprio con l’intento di distrarlo, l’uomo non avrebbe aperto bocca per tutto il viaggio, ma avrebbe continuato a fissarla, tenendo i pantaloni abbassati per tutta la durata della corsa. Una volta arrivati a destinazione, l’autista si è ricomposto e si è rivolto alla cliente con naturalezza e semplicità, come se non fosse accaduto nulla di anomalo. La donna, un’addetta alle pubbliche relazioni di un locale sull’Appia, è riuscita a segnarsi il numero di matricola del taxi e ha sporto denuncia. Sta ora agli investigatori far luce sull’accaduto e verificare il racconto della trentenne.

Corinna Spirito

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