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Alla Lumsa di Roma una copia della “Vergine che scioglie i nodi”, l’immagine più amata da Papa Francesco

di Fabio Grazzini19 Aprile 2013
19 Aprile 2013

Si trova nel Rettorato della Lumsa di Roma il dipinto prediletto da Papa Francesco. Certo, non si tratta dell’originale settecentesco, attualmente conservato in Germania, ma di una copia che ritrae comunque splendidamente la “Vergine che scioglie i nodi”, verso la quale il Santo Padre prova una grande e motivata venerazione, che ha spiegato così: «Tutti abbiamo nodi nel cuore, mancanze, e attraversiamo difficoltà. Il nostro Padre buono, che distribuisce la grazia a tutti i suoi figli, vuole che noi ci fidiamo di Lei, che le affidiamo i nodi dei nostri mali, i grovigli delle nostre miserie che ci impediscono di unirci a Dio, affinché Lei li sciolga e ci avvicini a suo figlio Gesù. Questo è il significato dell’immagine».
Il quadro, donato al Rettore Giuseppe Dalla Torre nel 2003, si trova oggi nel suo ufficio alla Lumsa, quasi a ricordare come la Beata Vergine Maria si adoperi sempre per sciogliere i nodi e gli imbrogli della nostra vita.

Una storia lunga più di 30 anni.
La singolare coincidenza è emersa recentemente grazie a un editoriale di Avvenire che ha avuto come tema proprio il dipinto tedesco e il suo legame speciale con il Sommo Pontefice: si tratta infatti di un’immagine votiva bavarese di circa tre secoli fa tratteggiata dal pittore Johann Melchior Schmidter, oggi pala d’altare all’interno della chiesa di San Peter in Perlach, tenuta dai padri gesuiti della città di Augsburg, in Baviera. E proprio qui Jorge Mario Bergoglio negli anni ’80, durante uno dei suoi numerosi viaggi di studio a Ingolstadt, la vide per la prima volta, innamorandosene. Subito allora decise di diffonderne il culto tra i fedeli argentini, che risposero numerosi al suo invito. Alcuni anni dopo, poi, divenuto Arcivescovo ausiliare di Buenos Aires, Monsignor Bergoglio si impegnò attivamente affinché alla “Vergine che scioglie i nodi” venisse dedicato un santuario. Il giorno dell’Immacolata Concezione del 1996, una copia del quadro, dipinta da un’artista del posto e scortata da migliaia di fedeli, fece quindi per la prima volta il suo ingresso solenne all’interno di una chiesa argentina, la parrocchia di San José del Talar, e lì venne intronizzata. Monsignor Bergoglio proseguì sempre instancabilmente nella sua opera di diffusione di questa devozione, costruendo cappelle in suo onore, dando il proprio imprimatur alla pubblicazione della “Preghiera a Maria che scioglie i nodi”, e facendo stampare la santa immagine addirittura sui suoi biglietti da visita.

Il quadro argentino alla Lumsa. Ma come ha fatto ad arrivare alla Lumsa una riproduzione del dipinto? Naturalmente sempre grazie all’amore straordinario che spinse Papa Francesco a farla conoscere ai suoi connazionali. La copia fu infatti un dono per il Rettore Dalla Torre da parte dell’Universidad del Salvador di Buenos Aires e della sua autrice argentina, Anna Maria Berti, la stessa che dipinse il quadro di San José del Talar. Così la signora Berti ha descritto la genesi dell’opera: «Il nostro arcivescovo, Jeorge Mario Bergoglio, portò in Argentina, dalla Germania, delle stampe della “Vergine che scioglie i nodi” e immediatamente l’Universidad del Salvador l’adottò come sua patrona. Nel 1993 ho dipinto il quadro all’interno del Rettorato della nostra università. Si tratta della quarta opera da me prodotta che ha come soggetto “Maria che slega i nodi”. L’ho fatta con tutto il mio amore per l’università Lumsa e spero che, oltre a darvi tanti doni come quelli che ha distribuito a noi, renda possibile la stessa grande crescita di fede riscontrata qui in Argentina». La riproduzione arrivò alla Lumsa nel 2003 e da allora il Rettore non se ne è mai separato; poco tempo dopo quindi, per contraccambiare il più che apprezzato presente e sottolineare la rilevante amicizia tra i due atenei, il professor Dalla Torre fece a sua volta dono all’Universidad del Salvador di una copia de “L’Assunta” di Tiziano, dipinta da Vincenzo Perini.

Oltre l’ex-voto. Trattandosi di un ex-voto, il dipinto originale voleva solamente rappresentare la gratitudine espressa dal committente (tenuto per mano da un angelo nella parte bassa dell’immagine) verso la Beata Vergine, che era riuscita a ricomporre il suo matrimonio. Infatti, iconograficamente, il nastro finalmente privo di nodi sta indicare un legame coniugale pacificato. Ma oltre a questo è possibile scorgere nell’atto di Maria significati ancora più profondi, che sono ben riassunti dalle parole di Sant’Ireneo di Lione, contenute nella sua opera “Adversus haereses”: «Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l’obbedienza di Maria; ciò che Eva legò con la sua incredulità, la Vergine Maria disciolse con la fede». Un’intercessione costante, quella della Madre del genere umano, instancabile nel liberare l’umanità «dai lacci delle tenebre e dell’egoismo», proprio come ci ricorda Papa Francesco.

 

Fabio Grazzini

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