Saranno celebrati venerdì 4 novembre nel Duomo di Castelfranco Veneto i funerali di Tina Anselmi, la prima donna ministro della Repubblica Italiana.
Unanime il cordoglio di tutta la politica a partire dal premier Matteo Renzi che scrive: «Con Tina Anselmi scompare una figura esemplare della storia repubblicana» al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che si dice «Profondamente colpito dalla scomparsa di Tina Anselmi, partigiana, parlamentare, ministro di grande prestigio, ne ricordo il limpido impegno per la legalità e il bene comune».
«Addio a Tina Anselmi, partigiana, parlamentare, prima donna ministra. Una donna, una grande madre della democrazia, a cui dobbiamo molto» twitta Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato. Anche la presidente della Camera Laura Boldrini si affida ai 120 caratteri per esprimere il suo cordoglio: «Partigiana, prima donna ministra, inflessibile avversaria dei poteri occulti. Con Tina Anselmi se ne va una madre della democrazia italiana».
Figlia di antifascisti, a 17 anni era “Gabriella”, questo il suo nome di battaglia nelle fila della Brigata partigiana Cesare Battisti capeggiata da Gino Sartor. Di quel periodo ricordava con commozione i chilometri percorsi in bicicletta su e giù per il Veneto, sempre con le gomme bucate.
Dopo la fine della guerra cominciò l’attività sindacale e si iscrisse alla Democrazia Cristiana dove dal 1959 militò nel consiglio nazionale fino ad approdare in parlamento nel 1968.
Dopo 115 anni, 836 ministri uomini e 93 governi, fu la prima donna in Italia a ricoprire la carica di ministro. Nel 1976 l’allora capo del governo, Giulio Andreotti le assegnò il dicastero del Lavoro e della Previdenza sociale prima e della Sanità poi. Porta il suo nome la riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale.
Dal 1981 al 1983 presiedette la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla loggia massonica P2 dopo nemmeno 3 mesi dall’esplosione di uno scandalo che cambiò l’assetto del nostro paese. La sua coriacea inflessibilità non si scalfì nemmeno dopo le più pesanti minacce: come i 3 chilogrammi di tritolo che si vide recapitare sotto casa.
Gli ultimi anni della sua vita furono coronati dalle onorificenze: Il 18 giugno del 1998 Scalfaro le conferì il titolo di Dama di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, mentre in questo stesso 2016 un francobollo emesso il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, celebra la sua carriera: Era la prima volta che un francobollo viene dedicato a una singola persona ancora in vita.