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HomeCultura Crolli nella Capitale. Novità sul cedimento a San Giuseppe dei Falegnami

Crolli nella Capitale
San Giuseppe dei Falegnami,
spunta una nuova ipotesi

Nel mirino lavori del 2013-2015

Ancora nessun indagato

di Marina Lanzone05 Settembre 2018
05 Settembre 2018

“Il problema è più generale”, aveva detto il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, in occasione del crollo della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami lo scorso 30 agosto. A sentirla ora questa affermazione sembra quasi una premunizione. Infatti dopo pochi giorni altri due gioielli della Capitale hanno avuto un cedimento strutturale: prima alcuni massi si sono staccati dalle mura della Rupe Tarpea alle spalle del Campidoglio, poi è stato il turno del Passetto di Borgo Sant’Angelo. Tre “miracoli” susseguitesi, visto che in nessuno dei tre crolli ci sono stati feriti.

A cedere per prime sono state le travi in legno del tetto di San Giuseppe, location preferita per i matrimoni: anche quel week end avrebbero dovuto celebrare al suo interno due cerimonie nuziali. Ancora non ci sono indagati e né tanto meno si conoscono le cause di quel crollo improvviso. Si spera di trovare risposte nelle carte sui vecchi restauri e opere di manutenzione. Nel mirino del Ministero, che ha avviato un’indagine interna, così come della Procura, ci sono i lavori eseguiti fra il 2013 e 2015: si teme che non siano stati collaudati. L’intervento, voluto dalla confraternita proprietaria e commissionato dal vicariato, era stato autorizzato dalla Soprintendenza. Nei prossimi giorni gli investigatori acquisiranno la documentazione sul progetto al Ministero e presso il vicariato, e ascolteranno progettisti e tecnici esecutori.

“L’ultima cosa che voglio ora è fare una caccia al responsabile. Non mi interessa- aveva detto il ministro in un’intervista al Messaggero-. Voglio evitare che accada ancora”. Ma per lui la faccenda “è più semplice di quello che sembra” e ci sono “chiare responsabilità”, per quanto riguarda questo crollo. “La tutela è della Soprintendenza”, ha detto sempre nella stessa intervista. Ma queste responsabilità rimangono ancora oscure per l’opinione pubblica, per Simone e Alessia che avrebbero dovuto sposarsi lì il 31 agosto, per i turisti che non possono più entrare (chissà per quanto) nella chiesa di San Giuseppe o camminare lungo le mura della Rupe Tarpea o il Passetto senza guardare sopra le loro teste.

 

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