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Amnesty denuncia l'Europa
forzato il rimpatrio
di afghani richiedenti asilo

Diecimila persone sono state riportate

nei luoghi da dove fuggivano

di Rossella Melchionna05 Ottobre 2017
05 Ottobre 2017

In this Wednesday, Aug. 19, 2015, photo, Amina Asmani, second from right, watches a police officer secure the railway tracks before a train that would take the migrants towards Serbia enters the railway station, in the southern Macedonian town of Gevgelija. Thousands of migrants from Syria, Iraq, Afghanistan and other countries have been registered passing through the impoverished Balkan country over the past month, double than the month before. (ANSA/AP Photo/Darko Vojinovic)

L’Europa ha fatto registrare un aumento del numero di rimpatri forzati. A sostenerlo è un rapporto di Amnesty International, che ha accusato i governi europei di aver messo a rischio la vita di quasi diecimila afghani costringendoli al rimpatrio nel loro Paese. Uno Stato dove il pericolo di essere rapiti, torturati e uccisi è sempre alto e in cui i diritti umani sono costantemente violati.

Secondo la nota della Ong, «proprio mentre il numero delle vittime civili in Afghanistan ha raggiunto livelli record, i governi europei stanno aumentando i rimpatri forzati di richiedenti asilo esattamente nei luoghi da cui erano fuggiti, in palese violazione del diritto internazionale». Germania, Norvegia, Olanda e Svezia sono state criticate da Amnesty, per aver imposto tale forzatura spesso senza neanche analizzare le domande di asilo. Una decisione che ha causato morti e feriti nei diversi attentati, ma anche paura e persecuzioni, soprattutto per l’orientamento sessuale e il credo (tanti i convertiti al cristianesimo).

Il dato più drammatico, comunque, è quello che riguarda i minori, anche questi respinti nel proprio Paese d’origine senza il rispetto delle condizioni di sicurezza. La maggior parte sono «minorenni non accompagnati e diventati adulti quando sono arrivati nel continente europeo», ha sottolineato l’Ong. La soluzione è, dunque, «fermare questi rimpatri immediatamente».

Per Amnesty non ci sono zone sicure in Afghanistan dove gli abitanti si possono rifugiare. Tocca ai governi europei, allora, fermare questa «politica tanto sconsiderata quanto illegale».

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