Il dato più importante del Giro 2015 è l’ennesima conferma di Alberto Contador: con il successo nell’edizione di quest’anno, lo spagnolo colleziona il suo settimo trofeo nei grandi Giri, che si aggiunge alle tre Vuelta spagnole, i due Tour de France e alla precedente maglia rosa conquistata nel 2008. Nel mirino il grande giro francese e una doppietta che non riesce a nessuno dal 1998 di Pantani: “Ho un obiettivo, entrare nella storia” ha dichiarato più volte lo spagnolo.
In casa nostra c’è comunque da registrare la costante affermazione ai vertici di Fabio Aru: negli ultimi due anni il ciclista sardo ha dimostrato tutto il suo talento, inanellando piazzamenti estremamente interessanti. Dopo il terzo posto dell’anno scorso e il buon quinto alla Vuelta, al Giro 2015 riesce ad essere secondo dietro Contador seppur con un distacco discretamente marcato (quasi 2 minuti) e in gran parte ridimensionato dai recuperi delle ultimissime tappe, a giochi ormai fatti. All’orizzonte per il sardo ventiquattrenne c’è il Tour de France, e le speranze di ben figurare non sembrano mancare.
All’Italia va anche la soddisfazione di essere, insieme alla Spagna (terzo posto per Mikel Landa), l’unico Paese con due corridori tra i primi dieci in classifica. Oltre Aru c’è Damiano Caruso che si piazza ottavo: il ventottenne siciliano, pur non raggiungendo mai le prestazioni del sardo, si è stabilito su buoni livelli per tutta la competizione.
In mezzo, qualche sorpresa isolata senza un seguito reale: sono i casi di Davide Formolo che vince la quarta tappa del Giro il 12 maggio, a La Spezia, e di Diego Ulissi che tre giorni dopo trionfa a Fiuggi. Si piazzeranno rispettivamente al 31esimo e al 64esimo posto in classifica generale.
Stelio Fergola