CITTÀ DEL VATICANO – A meno di 24 ore dalle sue dimissioni dal Gemelli, Papa Francesco ha già smosso le acque in Medio Oriente. Nel corso dell’Angelus nella terza domenica di Quaresima il Pontefice ha infatti lanciato un appello chiedendo “che tacciano subito le armi e si abbia il coraggio di riprendere il dialogo, perché siano liberati tutti gli ostaggi e si arrivi a un cessate il fuoco definitivo” visto che nella “Striscia la situazione umanitaria è di nuovo gravissima ed esige l’impegno urgente delle parti belligeranti e della comunità internazionale”. Prontamente è arrivata la reazione di Israele che ha ribadito che “ l’operazione israeliana è condotta in piena conformità con il diritto internazionale e mira a ridurre al minimo i danni ai civili” pur di riportare gli ostaggi a casa, “un dovere morale per Israele”. Tel Aviv, inoltre, ha colto l’occasione per attaccare Hamas affermando che “ha ripetutamente violato il cessate il fuoco e lo ha utilizzato per ricostruire il suo arsenale militare”.
Le dimissioni dal Gemelli e il saluto ai fedeli
Sempre nel giorno delle dimissioni dall’ospedale è arrivato anche il saluto ai fedeli: “Ho sperimentato la pazienza di Dio”. E poi la gratitudine: “Con tanta pazienza e perseveranza state continuando a pregare per me: vi ringrazio tanto! Anch’io prego per voi…E vedo questa signora con i fiori gialli! È brava!”. Le stesse dichiarazioni pubblicate anche sul suo account Instagram.
Nonostante le dimissioni, però, non terminano le preoccupazioni per la sua salute. Oltre alla voce fioca e il volto dimagrito, non è passata inosservata la sua difficoltà ad alzare le braccia. Infatti, Bergoglio sembra riuscire a muovere solo gli avambracci. Inoltre, nel percorso dal Gemelli al Vaticano ha dovuto tenere le cannule nasali che gli soffiano ossigeno nei polmoni. Ora, come dichiarato dai medici, lo attendono due mesi di riabilitazione. Infatti, non sarà presente al prossimo appuntamento clou del Giubileo. Da calendario dal 28 al 30 marzo è infatti previsto il Giubileo dei Sacerdoti istituiti come missionari della Misericordia.
Inoltre, non si arresta la catena di preghiere per Francesco. Anche oggi, alle 19.30, sarà recitato il Rosario in Piazza San Pietro. A guidarlo il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro. Ad animarlo, invece, saranno i Canonici del Capitolo della Basilica Vaticana.
La deviazione del Papa a Santa Maria Maggiore
Da buon Papa “atipico”, prima di ritornare nelle mura vaticane, decide di fare una deviazione a Santa Maria Maggiore. Il Pontefice ha scelto di pregare qualche minuto nel luogo dove vuole essere sepolto. Ma il vero motivo per cui ha voluto recarsi lì è un altro. La basilica, infatti, per il primo Papa gesuita della storia, è un luogo decisivo. Nella cripta della cappella Sistina della basilica, Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, celebrò la sua prima messa nella notte di Natale del 1538. Il fondatore venerava l’icona bizantina della Salus Populi Romani, la Theotókos (Madre di Dio) che la devozione popolare attribuiva a San Luca. Ed è proprio a lei che Francesco va alla vigilia di ogni viaggio internazionale e dove sceglie di tornare prima di fare rientro in Vaticano.