NEW YORK – Il valore del Bitcoin scende sotto la soglia degli 82.000 dollari. La criptovaluta perde così il 25% del suo valore rispetto alla soglia record raggiunta meno di sei settimane fa subito dopo l’insediamento di Donald Trump. Un crollo avvenuto in simultanea con quello di altre criptovalute, tra cui Ether, Solana e XRP che lo scorso venerdì sono calate di oltre il 7%.
Era dall’11 novembre scorso che la criptovaluta non segnava un picco così basso. Prima che il tycoon arrivasse alla Casa Bianca le incertezze commerciali dovute anche alla situazione geopolitica avevano inibito gli investitori dal calarsi in attività speculative rischiose. Ma i giudizi positivi spesi dal tycoon sui crypto asset e la volontà espressa di allentare le normative sulle valute digitali avevano dato una nuova spinta al Bitcoin, sin dalla sua elezione. E di seguito anche le altre criptovalute.
Tuttavia, l’ennesimo attacco di Trump sul fronte dei dazi e il rischio di una guerra commerciale hanno ridimensionato gli entusiasmi nel mercato. Gli investitori perciò preferiscono vendere gli asset più rischiosi, come i bitcoins, per concentrarsi in investimenti ritenuti più sicuri, in modo da ricavarne liquidità per compensare le perdite sui mercati azionari e sul mercato dei cambi. Intanto rimangono in attesa che le prospettive più volte evocate dal tycoon possano concretizzarsi e dare quindi un nuovo slancio ai cripto-asset.