ROMA – Martin Scorsese chiama e il mondo del cinema risponde. Insieme allo storico regista, scendono in campo anche i colleghi Francis Ford Coppola, Jane Campion, Wes Anderson, Ari Aster. L’obiettivo? Impedire la riconversione in centri commerciali o sale bingo delle numerose sale cinematografiche rimaste chiuse a Roma (e non solo). Questo l’appello lanciato dai cinque registi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni.
Una trasformazione osteggiata dal mondo dello spettacolo, che però potrebbe concretizzarsi alla luce delle nuove regole urbanistiche proposte dalla Regione Lazio. La preoccupazione degli artisti italiani ha infatti attraversato l’oceano, coinvolgendo star di fama mondiale.
Anche Hollywood in campo per salvare gli storici cinema romani
L’elenco delle adesioni è in continuo aggiornamento. Tra le firme, spiccano quelle di Pedro Costa, Willem Dafoe, James Franco, John Landis, Mark Ruffalo, Paul Schrader, Damien Chazelle, John Turturro, Thomas Vinterberg, Debra Winger. Nel messaggio, diffusa dalla Fondazione Piccolo America, Scorsese invita tutto il mondo del cinema a firmare questa lettera per non sprecare l’ultima possibilità di redenzione di una delle città culturali e artistiche più importanti al mondo.
“È nostro dovere – aggiunge il regista americano – trasformare queste cattedrali nel deserto in templi della cultura, luoghi capaci di nutrire le anime sia delle generazioni presenti che di quelle future”. Per Scorsese, la perdita di queste sale sarebbe un profondo sacrilegio sia per la ricca storia di Roma, ma soprattutto per il patrimonio culturale da lasciare alle future generazioni.