“Giovedì sera aveva festeggiato i suoi 36 anni. Aveva invitato tutti a Testaccio, studenti e professori. Dovevo andare anche io, ma non ci sono riuscito. Mi ha chiamato, le ho detto che ci saremmo rivisti al suo ritorno: il giorno dopo sarebbe partita per l’Etiopia. Poi domenica ho saputo che era su quel maledetto aereo”. Giovanni Ferri era il professore di Joanna Toole, una delle 157 vittime dello schianto del Boeing 737 in Etiopia.
Joanna viveva a Roma da quasi un anno. Lavorava alla Fao e frequentava il master MSDG (Management degli obiettivi dello sviluppo sostenibile, ndr) dell’Università Lumsa di Roma. Il professor Ferri, direttore scientifico del corso, era uno dei docenti della giovane donna inglese. “Era una persona molto solare, una vera e propria trascinatrice, la stella del nostro master”, ricorda Ferri a LumsaNews. “Era una ragazza molto impegnata per la difesa dell’ambiente, come biologa marina, ed era andata in Africa per uno dei suoi progetti sull’uso sostenibile della pesca”.
La passione per il mare di Joanna inizia da quando era bambina. Era originaria di Exmouth, nella contea di Devon, cittadina bagnata dal canale della Manica. Una passione diventata un lavoro, che l’aveva portata a Roma. “Al master ci siamo sentiti tutti molto scossi e commossi. Aveva un rapporto speciale con tutti”, continua il professore. “Ogni lunedì mi incontravo con gli studenti, tra cui Joanna: parlavamo dei loro progetti e delle loro ambizioni, poi andavamo tutti insieme a fare aperitivo. Ci mancherà tantissimo”.
“La prossima settimana ricorderemo in più occasioni questa donna leggiadra e molto determinata”, conclude Ferri. “E poi penseremo, se la famiglia ci darà il benestare, a trovare altre forme affinché Joanna venga ricordata ancora a lungo. Ce la porteremo sempre nel cuore”.
(Foto da Facebook).